MY BRAND MY STORYTELLING: DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE E DELLO SPETTACOLO

Quando ripensiamo ad un’esperienza conclusa, tendiamo a trasformarla in un racconto lineare, fatto di tappe e insegnamenti. La realtà, però, è molto più sfumata. Ripercorrendo il mio stage, mi accorgo che ciò che porto con me non sono soltanto i risultati raggiunti, ma soprattutto le domande, le persone, le idee e occasioni di crescita che mi hanno segnata.

Mi chiamo Marta e frequento il secondo anno di Comunicazione per l’Impresa, i Media e le Organizzazioni Complesse, curriculum in Comunicazione e Marketing per le imprese di Servizio. Vengo da Roma e mi sono trasferita a Milano da ormai due anni. Nel tempo libero mi piace leggere libri di narrativa e graphic novel, vedere film, scoprire nuova musica, giocare ai videogiochi, suonare il pianoforte, strimpellare l’ukulele… insomma un po’ di tutto.

Sono Editor Senior e solitamente sono colei che ha il compito di correggere gli articoli degli altri studenti qui nel Blog di CIMOinfo, oggi invece mi limiterò a raccontarvi della mia Attività Altamente Formativa che ho svolto all’interno del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo.

PARTIAMO DALL’INIZIO: PERCHE’ SCEGLIERE L’AAF?

Svolgere questo tipo di attività al posto di uno stage penso risulti un’ottima scelta per quelle persone che vogliono sentirsi studenti ancora per un po’ o che vogliono assaporare l’ambito della ricerca, utile sia per un percorso di dottorato, ma anche per una maggior consapevolezza su ciò che servirà per poter scrivere una buona tesi di laurea.

A partire da gennaio ho svolto il ruolo di “ricercatrice” in cui mi sono occupata di fare ricerca su svariate tematiche. Due sono stati i progetti in cui ero coinvolta: TALIA Italian Tabletop and Ludic Imaginaries, progetto di ricerca che esplora il gioco analogico come dispositivo culturale, educativo e comunicativo e CENTRIC Center for Equality and Inclusion in Italian Cinema and Media, progetto che indaga i meccanismi di esclusione che persistono nelle produzioni cinematografiche e televisive italiane. Progetto principale è stato sicuramente quello sul gioco analogico in cui il nostro contributo di ricerca sui giochi da tavolo queer ha permesso a me e la mia collega Stella di essere co-autrici di un paper!

GIORNATA TIPO

Avendo frequentato il dipartimento per sei mesi, ho potuto sperimentare differenti “routine” grazie alla flessibilità che ci era concessa. 
La giornata iniziava solitamente con un check delle attività che avrei dovuto svolgere e un confronto con il professore sull’andamento delle ricerche. Nel pomeriggio, si passava alla ricerca vera e propria: tramite siti accademici, supporto dell’AI, scambio di libri e ricerca approfondita sul web mi occupavo di raccogliere paper e informazioni che ci sarebbero potuti tornare utili. In un secondo momento poi, io e i miei colleghi ci confrontavamo su ciò che avevamo trovato e spesso si aprivano conversazioni interessanti sul tema che personalmente ho ritenuto cruciali anche per schiarirmi le idee su ciò che avevo riscontrato.

Il giovedì invece era un giorno particolare: tutti noi ragazzi dell’Attività partecipavamo a delle ore di formazione in cui, seguendo un modello più “americano” e insieme a professori di CIMO e dottorandi, ci confrontavamo seduti intorno ad un tavolo e discutevamo di tematiche sociali e problematiche che hanno un impatto sul mondo ludico e su quello dell’audiovisivo. Un momento cruciale per poter, ancora una volta, scambiare idee ed opinioni. Sicuramente, il momento migliore della settimana. Insomma… se dovessi utilizzare una parola per descrivere le nostre giornate sarebbe sicuramente: comunicazione, in senso lato.

CONSIDERAZIONI FINALI

Scegliere un’AAF significa investire su dei progetti che non sai nell’immediato dove ti porteranno, ma che ti forniranno una visione molto approfondita su tematiche a cui forse non avevi mai pensato. Personalmente, ho trovato l’attività talmente tanto in linea con le mie passioni ed interessi che ho deciso di prendere parte del lavoro svolto e di utilizzarlo per la mia tesi.

Ringrazio i miei colleghi: Stella, Elena, Gaia, Andrea e Claudia per aver condiviso con me questa bellissima esperienza e molte pause caffè, ma anche un ringraziamento al professor Valerio Moccia e la dott.ssa Chiara Giaculli per l’opportunità offerta e per aver creato con noi un clima di confronto, scambio e convivialità.

Marta De Angelis