OLTRE LA SCATOLA: COME L’ALTA FORMAZIONE HA TRASFORMATO LA PASSIONE PER IL GIOCO IN RICERCA (MY BRAND MY STORYTELLING)

Se dovessi scegliere un’immagine per raccontare il mio percorso di alta formazione, partirei da un tavolo. Non un tavolo qualsiasi, ma uno di quelli attorno ai quali si raccolgono amici, familiari o perfetti sconosciuti per condividere una partita. Un luogo dove nascono storie, alleanze, sfide, risate e soprattutto relazioni

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MY BRAND MY STORYTELLING: DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE E DELLO SPETTACOLO

Quando ripensiamo ad un’esperienza conclusa, tendiamo a trasformarla in un racconto lineare, fatto di tappe e insegnamenti. La realtà, però, è molto più sfumata. Ripercorrendo il mio stage, mi accorgo che ciò che porto con me non sono soltanto i risultati raggiunti, ma soprattutto le domande, le persone, le idee e occasioni di crescita che mi hanno segnata.

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coworking e networking

COWORKING E NETWORKING: LAVORARE BENE, INSIEME!

Sempre più persone scelgono di lavorare in un coworking, uno spazio condiviso che favorisce l’attività lavorativa e offre la possibilità di stabilire relazioni, sviluppando legami significativi. 

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A BEAUTIFUL MIND – VISIONE, VULNERABILITÀ E INTELLIGENZA COLLABORATIVA: UNA LEZIONE SULLE SOFTS SKILL INVISIBILI

Con il film  A Beautiful Mind (2001), ispirato alla vita del matematico John Nash, ci troviamo di fronte ad una rappresentazione potente e complessa del concetto di competenza. Nash è un genio, sì, ma il suo percorso personale e professionale è segnato dalla schizofrenia paranoide che lo spinge a navigare tra realtà e allucinazione. La sua storia ci impone una riflessione su una serie di  soft skills invisibili, ma fondamentali:  resilienza, visione strategica, umiltà e collaborazione

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FENDACE: UNA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DIFFERENTE

«Non chiamatela collaborazione»: ora che la più attesa delle collezioni della moda high fashion, Fendace, è sbarcata sul pianeta terra dopo i tentativi di allunaggio durante l’ultima fashion week milanese, divenendo disponibile nei canali di distribuzione online e negli atelier selezionati delle oramai non più italianissime case di moda, è bene rispolverare quanto esternato dagli addetti stampa delle rispettive maison oltre sei mesi fa.

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