Il B2B è davvero noioso? In questa intervista Alessandro De Vito (B2B & Digital Marketing Manager di The Adecco Group) ci racconta perché questo settore è in realtà il fondamento del valore aziendale. Scopri le Soft Skill e i suoi consigli per avviare una carriera di successo nel marketing B2B!
I TRE PILASTRI DELLA RIVOLUZIONE B2B
Alessandro racconta come il B2B stia vivendo oggi una rivoluzione guidata da tre pilastri.
Il primo è la data-centricity, per cui le decisioni di marketing non sono più guidate dall’intuizione o dall’esperienza, ma da dati volti a generare insight azionabili.
Segue poi l’employer branding, ambito in cui i clienti B2B non chiedono soltanto di trovare candidati, ma costruiscono una cultura aziendale che li rende attrattivi agli occhi dei talenti.
Chiude infine l’omnicanalità, con clienti B2B che si comportano sempre più come consumatori B2C, spingendo le aziende a controllare tutti i touchpoint per garantire un messaggio coerente.
Questi cambiamenti scardinano il pregiudizio del B2B come settore “noioso e non emotivo”.
Secondo Alessandro infatti, la sfida è convincere un cliente professionale e razionale su acquisti ad alto valore economico. Per farlo bisogna costruire fiducia e rilevanza nel tempo, focalizzandosi sulle emozioni dei decisori aziendali che cercano innovazione e sicurezza.
IL VALORE DEL MARKETER COME PARTNER STRATEGICO
In questo contesto, un giovane studente può portare valore all’interno delle aziende B2B.
In primo luogo attraverso la creazione di insight: il marketer B2B non vende soltanto, ma fornisce analisi di mercato approfondite che aiutano le aziende clienti a prendere decisioni migliori sulla loro struttura organizzativa e sulla loro capacità di attrarre talenti. Ciò si traduce in una maggiore competitività e in una riduzione dei tempi di ricerca del personale.
Inoltre, attraverso la trasparenza sui risultati e la condivisione di competenze, il marketer B2B costruisce una fiducia capace di supportare il cliente durante il suo customer journey.
Le aziende B2B si confermano così partner strategici e non semplici fornitori.
Per portare questi vantaggi in azienda, il professionista deve sviluppare competenze sia tecniche che attitudinali.
HARD SKILL: DATI E CONTENUTI DIGITALI
Riguardo le Hard Skill, la base è la Data Literacy: «saper leggere e interpretare dati, maneggiando gli strumenti di analytics».
A seguire troviamo la conoscenza del Digital Advertising (SEA, Social Ads) e del Content Management, poiché gran parte del budget di marketing oggi si gioca su questi spazi. In particolare, formati come il video storytelling autentico e le DEM personalizzate si sono rivelati strumenti efficaci per relazionarsi con un target professionale e trasmettere l’identità di un’organizzazione in pochi istanti.
SOFT SKILL: VISIONE STRATEGICA E NETWORKING
A completare il profilo vi sono le Soft Skills.
In primo luogo il pensiero strategico, per cui ogni attività deve essere giustificabile in termini di ROI e orientata ai risultati di business, superando la semplice creatività.
In un mercato che cambia velocemente, segue poi la curiosità di aggiornarsi costantemente e la capacità di trasformare i dati in piani d’azione chiari.
Infine, gioca un ruolo chiave il networking, visto il ruolo del marketer come elemento di congiunzione tra vendite, agenzie e clienti.
CONSIGLI PER IL FUTURO: PERCORSI NON LINEARI
Alessandro conclude l’intervista con un consiglio chiaro: «valorizzate i percorsi non lineari». Non bisogna temere posizioni distanti dal marketing; la sua esperienza nell’audit, ad esempio, gli ha insegnato a ragionare in termini di processi e impatto finanziario, aiutandolo a dialogare in modo credibile con il management aziendale.
Infine, l’invito è alla formazione autonoma: in un mercato che richiede visione e concretezza, corsi su LinkedIn, edX o Udemy aiutano a costruirsi un bagaglio di competenze trasversali capaci di guidare i cambiamenti del B2B.
E voi, siete pronti a generare valore nel B2B? Il prossimo passo potrebbe essere il vostro!
Matteo Raffaele Addamo
