VENT’ANNI DI NOTRE-DAME DE PARIS: L’OPERA POPOLARE RIVIVE AL TEATRO ARCIMBOLDI DI MILANO

Parigi, 1482: il gobbo campanaro Quasimodo, l’arcidiacono Frollo e il capo delle guardie Febo si invaghiscono contemporaneamente della bellissima zingara Esmeralda. Attraverso il suo storico repertorio composto da circa 50 canzoni, Notre-Dame de Paris mette in scena l’emozionante e tragica storia raccontata per la prima volta nel 1831 dalla penna di Victor Hugo.

DOVE TUTTO È INIZIATO

La maestosa opera popolare ha visto la luce in Francia, precisamente a Parigi, il 16 Settembre 1998. Prodotto da David Zard con le musiche di Riccardo Cocciante e le liriche di Luc Plamondon, lo spettacolo è stato sin da subito un successo travolgente, tanto da essere esportato in quasi tutto il mondo, Italia compresa (nel nostro Paese, a differenza di altri, il libretto è stato completamente adattato grazie all’intervento del paroliere Pasquale Panella).

La particolarità di Notre-Dame de Paris (che ne ha definito il carattere di originalità all’epoca delle prime rappresentazioni) risiede nel suo essere un vero e proprio ibrido tra i generi della lirica e del musical: un nuovo concetto, quello dell’opera popolare, di cui Cocciante è fiero sostenitore, anche a fronte di una non indifferente querelle sorta nel mondo dello spettacolo a proposito dell’effettiva legittimità del termine. Sul palco gli attori interpretano le loro parti in costume, spesso accerchiati da ballerini e acrobati, ma quando devono interagire lo fanno sempre e solo tramite versi cantati: in altre parole, gli intermezzi completamente recitati risultano del tutto assenti. Rispetto alla lirica tradizionale, però, lo spettatore non ha difficoltà a comprendere quanto detto (anzi, cantato) dai personaggi in scena, e le arie (di cui alcune particolarmente ritmate, come Clandestini o La corte dei miracoli) sono ben lontane dall’essere quelle tipiche della Traviata o del Barbiere di Siviglia.  

DALLA FRANCIA ALL’ITALIA, 20 ANNI DI EMOZIONI

Francia e Italia sono sempre state, in un certo senso, le due anime di Notre-Dame de Paris: le musiche, che ne definiscono la quasi totale essenza, provengono infatti dalla geniale mente di Riccardo Cocciante, unita alla maestria del paroliere Luc Plamondon. Lo spettacolo ha esordito nel nostro Paese nel 2002, al GranTeatro di Roma, ed ora, dopo lo stop forzato della pandemia, è tornato a ricalcare il palco del Teatro Arcimboldi di Milano per festeggiare il suo 20esimo anniversario. Per l’occasione, all’ingresso della struttura si viene accolti dalla riproduzione del maestoso rosone di una cattedrale.

E, sempre per l’occasione, la campagna promozionale dello spettacolo ha deciso di riunire lo storico cast che ha reso Notre-Dame de Paris una delle produzioni più celebri in Italia: Giò di Tonno (Quasimodo), Lola Ponce (Esmeralda), Vittorio Matteucci (Frollo) e Graziano Galatone (Febo), spesso presenti in scena, vengono saltuariamente affiancati anche da Marco Guerzoni e Claudia d’Ottavi, gli originali Clopin e Fiordaliso, i cui ruoli, ora, sono di norma assegnati agli artisti Leonardo di Minno e Tania Tuccinardi.

«Il ruolo di Quasimodo non mi ha mai stancato […] Quasimodo è parte di me, quella parte di me che tante volte ha faticato ad esprimere delle emozioni» dice Giò di Tonno, aggiungendo anche che portare in scena il gobbo rappresenti per lui un’importante responsabilità sociale: «c’è il divertimento, ma c’è anche il lanciare dei messaggi importanti – in questo caso, il non aver paura della diversità».

Notre-Dame de Paris resterà al Teatro Arcimboldi fino al 5 Aprile 2022, per poi partire in tournée in giro per l’Italia.

Chiara Ambrogio