AURA, THE IMMERSIVE LIGHT EXPERIENCE: UN NUOVO MODO DI COMUNICARE L’ARTE.

AURA è una delle recenti mostre presenti alla Fabbrica del Vapore di Milano. È più di una semplice mostra, è un’esperienza immersiva e semi-interattiva in cui luci, suoni e colori fanno da protagonisti. Questa è solo una delle tante innovazioni artistiche degli ultimi tempi. Il digitale ha cambiato anche il modo di comunicare l’arte.

L’evoluzione digitale, lo sviluppo della realtà virtuale e aumentata, hanno dato un forte impulso alla trasformazione dell’arte, dei musei e della comunicazione artistica in generale, dando vita a nuove forme e modalità di fruizione e ad una nuova concezione di mostra: la mostra virtuale immersiva, senza opere fisiche, un’esperienza coinvolgente che permette di assaporare l’arte in un modo tutto nuovo. 

Un insegnamento significativo del digitale è porre l’utente al centro; così, anche la cultura sta diventando immersiva: coinvolge il visitatore lungo un percorso attraverso l’intera mostra e in tutto il museo, supportandolo con gli strumenti offerti dal digitale: le app, che permettono di approfondire le opere e giocare con contenuti educativi; i social, che consentono una comunicazione diretta con i visitatori e, di conseguenza, contribuiscono ad un miglioramento dei servizi offerti; i chatbot, che offrono supporto pre, durante e post mostra.

Tra le varie esperienze immersive degli ultimi tempi possiamo sicuramente citare le Infinity Mirrored Rooms di Yayoi Kusama e Silent Falla alla Tate Modern e al Superblue di Londra; Viva Frida Kahlo al Lichthalle MAAG di Zurigo; le mostre dedicate a Dalì, Van Gogh e Monet sparse per l’Italia. 

Proprio in Italia, alla Fabbrica del Vapore di Milano,  troviamo AURA – The Immersive Light Experience, una produzione realizzata con la collaborazione creativa di Pepper’s Ghost (creative firm emergente della digital art) e di Sila Sveta (la più importante realtà nella produzione di installazioni immersive), che ripensa il concetto di visitatore trasformandolo in un elemento dell’opera digitale in cui ogni soggetto è avvolto da un’aura che interagisce e si fonde con quelle degli altri visitatori nel momento in cui si avvicinano e separandosi quando questi si allontanano.

Il percorso si divide in due atti. Il primo comprende cinque rappresentazioni visuali che si riproducono in loop e che immergono le persone in un’escalation di momenti suggestivi che alternano una pioggia di stelle, la crescita di elementi naturali che somigliano ad una giungla che inghiotte le varie aure, un pavimento ricoperto d’acqua, un insieme di costruzioni che a momenti ricordano dei container visti dall’alto. Anche se il tutto si riproduce in loop ogni è volta è sempre diverso perché subisce un cambiamento frutto dell’interazione tra visitatore e installazioni digitali. Il secondo atto vede l’idea di aura espandersi ancora di più, aumentando il livello di fusione con l’ambiente circostante fino a creare un tutt’unico tra visitatore e spazio digitale. 

Una grande abilità, quella degli artisti coinvolti, di creare un’esperienza quasi mistica, un momento per fondersi e confondersi con il mondo intorno a noi e con il nostro Io più interiore; un luogo di pausa dalla frenesia della vita quotidiana, in cui godere della pace offerta dalla musica e dal gioco di luci e ricalibrare i sensi.

Stefania Pezzuto