GINNY E GEORGIA: UN RAPPORTO MADRE-FIGLIA MODERNO

Ginny e Georgia è una serie del catalogo Netflix ideata da Sarah Lambert e distribuita nel febbraio 2021. Un rapporto madre-figlia in una continua lotta moderna.

La trama si sviluppa intorno a dieci episodi e racconta le vicende controverse che devono affrontare ogni giorno le due protagoniste. Georgia (Brianne Howey) è una giovane madre di due figli, Ginny (Antonia Gentry) ed Austin, nati da due padri diversi. I tre viaggiano continuamente, cambiando scuole e compagnie, alla ricerca di una meta stabile in cui costruire i propri affetti.

Dopo aver perso il ricco marito in un sospetto incidente stradale, Georgia si trasferisce per l’ennesima volta con la sua famiglia, arrivando nella cittadina di Wellsbury. È proprio qui che si incentrerà l’intera vicenda, tra ritorni dal passato, problemi da affrontare e nuove fiamme.

La serie cerca di inserirsi mirabilmente a metà strada tra un genere classico, come quello del melodramma, e uno spirito di forte attualità, attraverso temi e linguaggi che coinvolgono fin da subito. 

Il tutto si gioca all’interno del rapporto tra la madre e la figlia che alternano momenti di estrema complicità a liti furiose cariche di rabbia. Georgia ha un passato burrascoso e difficile, che cerca di tenere lontano dai propri figli per provare a dare loro la spensieratezza che lei stessa non è riuscita ad avere. Ginny è nel pieno dell’adolescenza e si trova a dover affrontare tutti gli ostacoli del caso, andando alla ricerca di risposte che non può ottenere. “Io non sono come te” è ciò che urla alla madre dopo la delusione per l’ennesima bugia raccontata da quest’ultima.

I temi affrontati sono tipici di un periodo complesso e delicato come quello dell’adolescenza, autolesionismo, abbandoni, primi amori e prime esperienze, cercando di offrire anche spunti di riflessione per il pubblico. Il percorso di crescita di Ginny è evidente episodio dopo episodio, fino ad arrivare alla decisione finale in cui la ragazza opterà per il prendere davvero in mano la propria vita. Ed è qui che, in realtà, vestendo il vecchio giubbotto della madre, sarà ancora più chiaro quanto assomigli a Georgia, seppur cerchi di discostarsi totalmente dalla sua figura.

Il passato torna continuamente ad inseguire il presente, mischiandosi con esso e facendo emergere vecchi legami e nuove problematiche. Attraverso numerosi flashback riusciamo così a capire meglio la sofferenza che Georgia ha dovuto affrontare, avvicinandoci sempre di più al personaggio anticonformista della giovane madre. Se da un lato Ginny si ritrova a dover lottare con il proprio presente, dall’altro la madre lo fa con il proprio passato, in una storia che insegna a non abbassare mai la guardia.

Ciò che più colpisce è la raffigurazione di un’estrema forza ma, al tempo stesso, delle numerose fragilità di queste due donne che lottano continuamente tra di loro e con gli altri per affermare i propri ideali.

Una storia complessa raccontata con irriverenza e tratti di leggerezza, caratteristiche  che ben rappresentano le due protagoniste dall’inizio alla fine.

Elisa Bo