SI APRE IL SIPARIO: I SOCIAL AL SERVIZIO DEL TEATRO

Merda, Merda… Oh Merda! è l’innovativo e promettente progetto avviato da Denise Brambillasca e Serena Tagliabue durante questo insistente anno.

L’iniziativa deve il suo nome all’unione di due fattori: la tipica espressione che ritualmente si esclama prima di uno spettacolo e la situazione di precarietà con cui purtroppo i teatranti si trovano a convivere. Coerentemente, le ragazze hanno scelto di chiamare il gruppo Dream Team; il primo di questi due termini è l’anagramma della parola che a questo punto non è più necessario ripetere, e al contempo sottolinea la forte ambizione del progetto, che potrebbe avverare il loro sogno di riempire le platee dei teatri.

Sostanzialmente, il progetto utilizza una pagina Instagram per realizzare un free script crossing teatrale, volto a diffondere i testi dei grandi drammaturghi del ‘900 ma soprattutto a permettere ai giovani autori di trovare il successo che meritano. Inoltre, l’obiettivo di lungo termine al quale aspira il Dream Team è di collaborare con i singoli teatri in modo da proporre ai diversi fruitori gli spettacoli delle compagnie di cui hanno letto i copioni a un costo ridotto, così da dare un’ulteriore spinta alla rinascita del teatro italiano una volta superata questa enorme lotta per la salute.

Nello specifico, una volta espressa la propria volontà di partecipare all’iniziativa contattando la pagina, si dovrà compilare un breve questionario che permetterà al Dream Team di individuare il testo più adatto da inviare.

Il teatro, si sa, è troppo spesso visto dai più come parte di quell’insieme di «cose vecchie e noiose che ti propinano a scuola» – come ha giustamente affermato Denise, diplomata come Attrice all’Accademia dei Filodrammatici di Milano; e per quanto il vintage sia trendy, il teatro fatica comunque ad attirare le nuove generazioni. Eppure, come le ragazze hanno spiegato, la nuova era della drammaturgia è ricca di temi che sarebbero estremamente al passo coi tempi; «abbiamo testi che trattano del problema degli attacchi di panico, altri che rappresentano mondi distopici in cui la tecnologia viene bandita». Perché allora i giovani non vanno a teatro? A chi o a cosa si può dare la colpa?

I fattori sono tanti, e alcuni riguardano proprio la modalità di gestione dell’attività teatrale. Serena, diplomata come Organizzatrice alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, ha sottolineato quanto spesso ci sia «una mancanza di ricambio generazionale, che non permette ai giovani talenti di introdurre elementi di novità e adottare un approccio maggiormente imprenditoriale soprattutto dal punto di vista promozionale».

Ma questo, tuttavia, non è il vero grande problema: i teatri e i teatranti, con le loro compagnie, possiedono troppe poche risorse economiche per permettersi di investire in progetti innovativi e all’avanguardia che rappresenterebbero certamente un rischio troppo alto. E quei 50 posti che le restrizioni avevano permesso alle platee prima di chiudere direttamente le loro porte sono vitali per la sopravvivenza di molti teatri.

E quindi, mentre le scuole faticano a trovare, anch’esse, il tempo e le risorse per promuovere gli spettacoli teatrali ed educare le nuove generazioni a una concezione molto più veritiera e attuale del teatro, queste ragazze si sono messe in gioco per portare un po’ di informazione e soprattutto di passione negli smartphone dei più giovani, che possono addirittura ricevere un testo scelto su misura per loro.

È un esperimento a costo zero, direttamente dal proprio divano, che potrebbe farci scoprire di trovare interessante qualcosa per cui non saremmo mai stati disposti a scommettere.

Melissa Dello Monaco