DONNE AVVENTUROSE CHE HANNO FATTO GRANDE MILANO

In occasione della presentazione del volume Donne avventurose che hanno fatto grande Milano si è tenuto un incontro in diretta sui canali Facebook di ALMED e Carthusia. Il progetto nasce per comunicare la storia di 28 donne straordinarie che hanno creduto nelle proprie capacità e nei propri sogni, contribuendo a far grande Milano, e per parlare a grandi e piccoli di uguaglianza e superamento degli stereotipi di genere.

L’introduzione, a cura della professoressa Mariagrazia Fanchi, si è focalizzata sul Gender Equality Strategy, un documento redatto dal Consiglio Europeo che si pone l’obiettivo di raggiungerere entro il 2023 una serie di obbiettivi. Tra quest’utlimi troviamo una maggiore uguaglianza tra uomini e donne nel lavoro e nella politica, l’accesso alle donne nella giustizia e la protezione dalla violenza domestica: garantire una parità di trattamento può significare anche contrastare la violenza ai danni delle donne.  L’incontro è stato accompagnato dalla voce dell’attrice Cinzia Spanò, la quale ha letto e raccontato alcune delle storie di queste donne straordinarie come Anja Kuliscioff, Vivian Lamarque, Silvia Vegetti Finzi, Laura Mantegazza, Amelia Ercoli Finzi e Olga Torri Zaini.

Successivamente, Diana De Marchi, Presidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili del Comune di Milano, ha sottolineato l’importanza di scrivere di donne che ce l’hanno fatta per attivare quelle pratiche che permettono a uomini e donne sin da bambini di esprimere la propria libertà. Infatti, ancora troppe poche ragazze scelgono certi percorsi di formazione perché il contesto sociale che le circonda fa credere loro di non essere in grado. È per questo motivo che avere modelli risulta fondamentale per poter aprire una nuova fase.  

Patrizia Zelioli ha inoltre spiegato che non è stato facile scegliere solo 28 donne. Quelle che sono state scelte ricoprono un arco temporale di 600 anni e hanno caratteristiche e storie diverse, eppure hanno un elemento in comune: hanno affrontato difficoltà, sono andate contro stereotipi di quel tempo, hanno realizzato i propri sogni e hanno saputo fare dei propri talenti una forza per sfidare quegli schemi che impedivano la loro realizzazione. Sono state in grado di capire che non si trattava di fatti individuali, ma che le loro storie avevano ricadute sulla società.

L’editrice Patrizia Zerbi afferma «Noi cuciniamo i nostri libri»per mettere in luce il fatto che Carthusia è una Casa Editrice indipendente, il che permette una maggiore libertà. L’obiettivo del libro è far capire ai bambini e alle bambine che non si parla di super-women, ma della possibilità di avere il coraggio di realizzare i propri sogni.

La seconda parte dell’incontro ha visto il susseguirsi di alcune testimonianze di donne inserite nel libro o vicine alle protagoniste delle storie. Silvia Vegetti Finzi racconta di aver sofferto le leggi razziali e di aver ricevuto poco amore. Nonostante questo, ci spiega il paradosso dell’amore: chi non ha ricevuto la propria parte d’amore la può comunque dare agli altri, in quanto dare e ricevere nell’amore si confondono. Donando amore nei consultori per bambini poveri a Milano continua ad offrire amore e ne riceve molto.

Un’altra testimonianza ci viene offerta da Vivian Lamarque, la quale preferisce scrivere e leggere poesie piuttosto che parlare. Antonella Zaini, nipote dell’imprenditrice Olga Torri Zaini, spiega come la nonna, nonostante si trovasse in un periodo terribile, riuscì a portare avanti una grande impresa senza mai perdere la propria eleganza. Infine,Elvina Finzi Tirelli, figlia della scienziata Amalia Ercoli Finzi, ci racconta invece di come la madre sia un esempio per i ragazzi del Politecnico, in quanto è riuscita trovare il modo di essere leader in quel che fa, nonostante oggi sia ancora un’idea molto maschile.

Il libro trasmette un messaggio molto positivo: “si può fare”. Se c’è qualcosa che non appare così lontano, anche se non facile, si può conquistare pezzetto per pezzetto. Bisogna continuare a combattere affinchè i sogni diventino realtà.

Melissa Casula