TIMEREPUBLIK: DOVE IL TEMPO È DAVVERO DENARO

Hai mai desiderato di acquistare senza bisogno di soldi? Se sì, le banche del tempo fanno al caso tuo. TimeRepublik è una piattaforma digitale basata sullo scambio di servizi tra utenti, che utilizza come modalità di pagamento il tempo e non il denaro.

Al momento dell’iscrizione, la piattaforma richiede di indicare i propri talenti, ossia le proprie competenze e capacità personali, in base alle quali TimeRepublik provvederà a incanalare le richieste di servizio degli altri utenti. Sostanzialmente, ogni ora spesa per una certa mansione farà guadagnare a chi la svolge un’ora di “credito” con cui si potrà richiedere ad altri utenti i servizi di cui si necessita.

La piattaforma consente di presentarsi con numerose e diverse tipologie di abilità, che spaziano dalla consulenza informatica alle traduzioni linguistiche, dall’assistenza nutrizionale al dog-sitting. Fondata nel 2012 da Gabriele Donati e Karim Varini, TimeRepublik è attualmente presente in oltre 110 Stati, tra cui l’Italia. La correttezza, l’onestà e, laddove necessaria, la professionalità con cui si riceve un servizio vengono monitorate dagli stessi utenti, che sono chiamati a recensire ciascun servizio ricevuto e che, in tal modo, si costruiscono a vicenda una vera e propria reputazione digitale.

Il meccanismo alla base di questa idea abbraccia totalmente le logiche di quella che molti esperti considerano la nuova era dell’economia globale: la sharing economy. Si tratta di un nuovo modello di consumo in base al quale al centro degli scambi non vi è il possesso, bensì, da un lato, l’accessoai beni per un breve periodo di tempo – ad esempio attraverso alcune forme di noleggio – e dall’altro, la rimessa in circolazione di beni che non vengono utilizzati. La sharing economy genera dunque diversi vantaggi, non solo in termini di riduzione dello spreco e risparmio economico, ma anche e soprattutto per via delle dinamiche sociali che si innescano in chiave collaborativa e solidaristica.

In questo contesto, lo sviluppo e la diffusione della sharing economy non possono che essere stati favoriti dall’evoluzione tecnologica e, in particolare, dall’avvento delle piattaforme digitali di networking, che consentono a ciascun utente della Rete di entrare in contatto potenzialmente con tutto il mondo.

Le banche del tempo abilitano, infatti, dei processi di scambio di servizi tra pari, creando una vera e propria comunità formalmente globale ma sostanzialmente locale, come una sorta di grande vicinato in cui le persone si scambiano favori dietro compenso non economico. Le piattaforme di servizi come TimeRepublik di fatto forniscono lavoro, seppur temporaneo, facendosi intermediarie tra domanda e offerta e consentendo alle controparti di gestire autonomamente le condizioni e l’organizzazione del lavoro. Per indicare questo tipo di pratiche, nello specifico, si parla proprio di gig economy, o “economia dei lavoretti”.

Cosa ci insegnano le banche del tempo?

Forse che questa nuova economia rappresenta davvero la morte del capitalismo che Pier Paolo Pasolini ha profetizzato in un’intervista del 1971. Forse che tira più un oggetto gratis che un carro di buoi.Oppure, semplicemente, che è proprio vero che ogni secondo ha un valore inestimabile, profondo, tanto invisibile quanto essenziale e che, allora, il tempo è davvero il denaro della vita.

Melissa Dello Monaco