POWERPOINT: PIACERE DI (RI)CONOSCERTI

Quando mi è stato proposto di frequentare il workshop di grafica tenuto dal Dott. Valerio Moccia sul programma di presentazione prodotto da Microsft (forse il più famoso al mondo) ho pensato: “Un seminario su PowerPoint? E cos’altro dovrei imparare?”.
Iniziato questo percorso mi sono invece resa conto che le mie convinzioni iniziali cadevano di fronte ad un’esplorazione più approfondita di tale programma.

Sono stati sei incontri all’insegna della riscoperta di questo strumento, apparentemente così facile da utilizzare ma che, in realtà, nasconde delle opportunità in grado di trasformare una semplice presentazione in un’ interessante esperienza che aggiunge al suo carattere informativo un’accattivante grafica.

Abbiamo parlato di template, armonia del colore, elementi grafici come gli effetti, le SmartArt etc. non escludendo quelli che sono gli elementi multimediali quali l’audio e le transizioni.

A poco a poco mi sono meravigliata di quanto la mia padronanza circa questo strumento stesse migliorando, grazie anche alle esercitazioni pratiche che hanno accompagnato questo corso teorico, utili per apprendere piccole ma significative tips per creare quella che può rivelarsi una presentazione vincente.

Volete scoprire quali sono? Se la vostra risposta è sì, continuate pure questa lettura.

La parola chiave è: drafting.
Per ottenere un buon lavoro nulla deve infatti essere lasciato al caso, è necessario quindi pianificare ogni nostra azione e identificare quello che sarà il file rouge che ci accompagnerà durante tutto il nostro percorso.

Una volta poi identificati quelli che sono gli elementi fondamentali che vogliamo inserire nella presentazione, è importante organizzare il contenuto in 3 fasi: introduzione, parte centrale e conclusione.

Naturalmente deve essere ben chiaro qual è il nostro target, così da scegliere un tone of voice adeguato e una grafica attraente.

Le slides, in numero calibrato in base alla capacità di attenzione dell’audience, dovranno essere poi collegate tra di loro attraverso una connessione sia logica che grafica.

Arrivati a questo punto il comandamento è uno solo: leggi e rileggi.

Per fa sì che il nostro lavoro sia libero da possibili errori è bene rivedere l’operato più e più volte in momenti diversi perché si sa: le sviste sono sempre dietro all’angolo!

Agnese Scattoni