IL POSSIBILE TRACOLLO DI VICTORIA’S SECRET

Chi non hai mai sentito parlare di Victoria’s Secret e chi almeno una volta non è entrata in possesso di una di quelle buste a “righe rosa”? Il marchio di lingerie, non a caso, è uno dei più conosciuti al mondo e per quasi 20 anni è stato sinonimo di qualità, bellezza ed esclusività. Eppure rischia di chiudere i battenti a causa di una forte crisi iniziata nel 2018. 

Oltre a farsi la nomea per i prodotti offerti, che non si limitano all’intimo ma includono anche costumi, profumi, pelletteria e make up, la società americana divenne famosa per lo più con l’annuale Victoria’s Secret Fashion Show

Lo show autunnale del brand venne trasmesso per la prima volta via web nel 1999 e, a seguito del grande successo riscosso negli anni seguenti, si aggiudicò la prima serata sulle rete televisive americane, giungendo pian piano in tutto il mondo. 

Quel palco è stato per molte il trampolino di lancio, consacrando le più famose top model dei giorni nostri. Tra i nomi degli “Angeli” spiccano Tyra Banks, Alessandra Ambrosio, Adriana Lima, Miranda Kerr e molti altri.  

Nonostante i grandi numeri, in termini di fatturato, la società inizia a registrare una perdita agli inizi del 2018 a causa di un filosofia aziendale ormai antica e poco condivisa. Le modelle perfette dal fisico statuario senza nessun tipo di imperfezione iniziano ad essere viste come un qualcosa di irraggiungibile e di negativo. 

La nascita di una nuova visione, frutto di una trasformazione di valori e influenzata dal sempre più discusso argomento del body shaming, comincia a scontrarsi con la natura elitaria del brand. Questa incapacità di soddisfare i nuovi bisogni dei consumatori inizia a portare Victoria’s Secret alla crisi. 

Solo nel 2018 sono stati 53 i negozi chiusi e nello stesso anno il famoso marchio entrò nel mirino a causa di alcune dichiarazioni dell’ex capo dell’ufficio marketing, Ed Razek, che affermò che non avrebbe mai accettato una modella transgender andando così solo a peggiorare l’ormai instabile situazione. 

Poco dopo un’altra sconvolgente notizia fece capolino all’interno dell’azienda: il famoso show sarebbe stato definitivamente cancellato, decisione presa dopo il forte colpo all’immagine e alle vendite. 

La difficoltà delle consumatrici nel riconoscersi in queste ragazze, sottoposte a rigide diete ed a incessanti allenamenti, fece registrare ulteriori dati negativi nel 2019. L Brands, società che detiene il marchio, presenta anche nel primo trimestre del 2020 un crollo, nello specifico del 37% sulle vendite dichiarando la chiusura di altri 250 negozi negli Stati Uniti. 

Un tentativo di ripresa da parte dell’azienda però sembra esserci. Oltre ad aver aperto le porte alla prima modella transgender, dopo le dimissioni di Ed Razek, sembrerebbe che vi sia un’inversione di marcia anche per quanto riguarda il genere curvy, non escludendo un futuro ritorno del famosissimo show questa volta in chiave totalmente diversa. 

Diandra Zucchegna