EMPLOYER BRANDED: QUANDO IL VALORE STRATEGICO DELLA MARCA SI COSTRUISCE NEL WELFARE AZIENDALE

A tutti è nota la celebre frase di Confucio “Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la vita” e proprio su queste parole si basa l’aspirazione di molti nel trovare la posizione lavorativa che, oltre a rispecchiare le proprie ambizioni, deve essere inserita in un contesto “amichevole” in cui l’employer si senta quasi coccolato, per poter esprimere al meglio il proprio potenziale.

Su questi presupposti si basa una strategia di marketing in voga dagli anni Novanta: l’employer branding. Questa tecnica è l’evoluzione del customer branding, ovvero l’associazione tra i valori e il proprio brand per comunicarli ai clienti. Obiettivo ultimo dell’employer branding è quello di rendere il marchio accattivante e acquisire nuovi dipendenti competenti e strategici, oltre ad aumentare il senso di fedeltà nelle persone che già fanno parte dell’organigramma aziendale.

Al pari delle tecniche meditative di Confucio, la strategia parte da un’attenta introspezione, un’analisi del proprio stato dell’arte per individuare le corrette esigenze di business a lungo termine, identificando il proprio know–how e la nuova vision a cui tendere. Per fare ciò, bisogna inevitabilmente prendere in considerazione l’efficienza dei propri dipendenti e il sentimento nei confronti del brand. Punto fondamentale è, quindi, l’utilizzo di strumenti come sondaggi, questionari e focus group per capire la propria reputazione – che spesso non corrisponde alla visione di chi compone i così detti “piani alti”.

La strategia di employer branded va di pari passo con la comunicazione: un valido alleato è LinkedIn, social network in cui la corretta comunicazione del walfare che un’azienda possiede può rendere un profilo più o meno interessante per i nuovi candidati. Su questo social, infatti, tutti i dipendenti possono diventare ambassador della propria realtà, comunicando i contenuti di brand alla propria rete. Correlato al concetto di Employer branded c’è quello di employer advertising: il prodotto da promuovere in questo caso è la posizione lavorativa.

Un una logica di stravolgimento, quindi, in cui il candidato si sente corteggiato dall’azienda ancor prima di esserne dipendente e, inevitabilmente, sviluppando un sentiment positivo indipendentemente dall’andamento dei colloqui successivi. Alle imprese inizia ad essere sempre più chiaro come la costruzione della reputazione online debba passare per tutti gli ambiti che compongono le imprese stesse.

Alberto Bagato