COMUNICAZIONE DEI BRAND SUI SOCIAL NETWORK AI TEMPI DEL COVID-19

In questi giorni di quarantena si sono moltiplicati esponenzialmente webinar e corsi online offerti gratuitamente dalle aziende per aiutarci a passare il tempo che dobbiamo trascorrere chiusi in casa.

Un webinar molto interessante che ho seguito è stato “Social Network e Covid-19, come cambia la comunicazione dei brand” tenuto dal dottor Giuseppe Micheli, coordinatore del team social di Triboo Accademy.

Giuseppe Micheli, che ha iniziato il suo intervento tracciando uno scenario generale per quanto riguarda l’utilizzo dei social network da parte degli italiani, ha poi continuato il discorso presentando alcuni case history esemplificativi di come i brand stanno adattando la loro comunicazione sui social durante questo periodo di emergenza sanitaria.

I dati che riguardano il nostro utilizzo delle piattaforme social sono impressionanti, spendiamo online in media 1h e 50 minuti al giorno, l’equivalente di un mese intero h 24 all’anno passato su queste applicazioni.

Facebook ha inoltre riportato che in seguito al lockdown totale del nostro paese il tempo passato sulla piattaforma da parte degli utenti italiani è incrementato del 70%, spendiamo ora in media quasi 4 ore al giorno sui social.

Il dato più interessante riferito all’argomento trattato è stato quello sul ruolo dei social nel rapporto brand-cliente, il 67% degli utenti a livello globale utilizza infatti queste piattaforme online come primo canale di contatto con i brand.

Per quanto riguarda invece lo scenario attuale della comunicazione dei brand si può notare come essi stiano cavalcando l’onda della popolarità generata dall’argomento “Coronavirus” per incrementare la loro visibilità, facendo quello che viene definito real time marketing.

Nello specifico i brand sui social stanno parlando di Coronavirus in tre modi principali, per: informare, intrattenere e per “prendersi cura” dell’utente.

Riguardo il filone dell’informazione si può notare come i brand stiano modificando i loro loghi per sensibilizzare gli utenti online circa i comportamenti precauzionali da adottare. Un esempio tra tutti è quello di McDonald’s che separa i due elementi che compongono la storica “M” del suo logo per ricordarci l’importanza di ricorrere al social distancing.

Altri brand cercano invece di intrattenere i propri clienti con attività per passare il tempo, un esempio sono i “Ditosauri” di Mulino Bianco che propone di utilizzare il materiale di scarto delle merendine per creare dei dinosauri con cui poter giocare insieme ai propri figli.

L’ultimo filone di comunicazione evidenziabile riguarda invece il “prendersi cura dell’utente”, i brand cercano di far sentire la loro vicinanza ai consumatori con iniziative di caring, un esempio tra tutti è quello di Esselunga che decide di consegnare gratuitamente ai clienti di età superiore ai 65 anni la spesa.

Per concludere Giuseppe Micheli ha affermato come i brand debbano, ora più che mai, cercare di comunicare messaggi positivi per empatizzare con la propria community e rafforzare il rapporto con i propri consumatori. È assolutamente vietato l’utilizzo di toni drammatici o autocommiserativi nelle comunicazioni così come i riferimenti espliciti al coronavirus, le persone cercano sui social svago e intrattenimento e non l’ennesimo post che le rattristi!

Mattia de Molli