THE HANDMAID’S TALE: IL DRAMA DISTOPICO ARRIVA ALLA TERZA STAGIONE

L’emittente Hulu lo ha finalmente annunciato: il 5 giugno – un po’ in ritardo rispetto agli altri anni – arriva la terza stagione di The Handmaid’s Tale, drama basato sul romanzo distopico dell’autrice canadese Margaret Atwood e disponibile, in Italia, su TimVision.

Già vincitrice di due Golden Globe e otto Emmy Awards, la fortunata serie ideata da Bruce Miller giunge alla terza stagione, che verterà sulle resistenze della protagonista June al regime totalitario di Gilead.

La programmazione – a detta del canale – è stata posticipata da aprile a giugno: una scelta dettata non dall’uscita di Game of Thrones, come hanno pensato i fan, ma dalla necessità di dare alla serie il tempo di cui aveva bisogno per poter dare il meglio di sé. Un ritardo frutto di una decisione che ha preso a cuore i fan e che vuole proteggere gli alti standard della serie. Tuttavia, ciò non le permetterà di concorrere per gli Emmy 2020.

“It’s morning again”: proprio come un manifesto politico, il teaser, presentato durante la serata del super bowl, ricalca con esattezza lo spot elettorale di Ronald Reagan del 1984 “Morning in America”. La propaganda esalta un futuro prospero, di benessere e di crescita (più auspicata) demografica. Ad interrompere il quadro roseo è la voce della protagonista, June Osborne, alias Difred, che giura vendetta: “Wake up America: morning’s over”.

La seconda stagione si è conclusa con June (Elisabeth Moss) che trova finalmente una via di fuga, ma decide di restare per ritrovare sua figlia Hannah e combattere con le atre ancelle le violenze perpetrate dal regime di Gilead. Insomma, dalla prigionia e la schiavitù della prima stagione, al risveglio della seconda e alla lotta contro il regime in questo terzo imperdibile capitolo!
Uno spiraglio di fiducia, speranza e rinascita sembrano trapelare dalle poche immagini del teaser, ed un risveglio generale che porterà ad un feroce complotto contro il regime, sotto la guida di una nuova, potente preghiera: “Sia benedetto il combattimento”.

Il tema portante è sempre lo stesso: il ruolo della donna, la maternità, la sovranità dei corpi e l’identità. Tra complotti, tradimenti e riscoperta di sé, il viaggio di June verso la libertà avrà finalmente inizio, e costringerà tutti i personaggi a prendere posizione a qualsiasi costo contro l’orrore del totalitarismo, del fondamentalismo religioso e del dominio maschile.

Ma non è tutto! Sul web gira un’altra, sorprendente news: dopo il suo romanzo del 1985, la Atwood starebbe scrivendo un sequel, The Testaments, ambientato 15 anni dopo i fatti di Gilead. La pubblicazione sarebbe prevista per il 10 settembre di quest’anno.

Perciò, cari lettori, preparatevi ad un altro salto nello scuro e brutale mondo distopico di Margaret Atwood, a scivolare in una terra di violenze, ingiustizie e barbarie, ma anche di lotta, unione e riscatto.

Sara Serinelli