LIBERATO: UN SUCCESSO DA SUPEREROE

Maggio è alle porte e con lui torna Liberato, il fenomeno degli ultimi anni che ha stravolto la scena musicale italiana e non solo.


Liberato ha lanciato un nuovo stile, un suo modo di esprimersi. È il precursore di un genere che prima di lui non si era ancora definito, ma a cui ci si era solo vagamente avvicinati. Ha saputo coniugare due mondi apparentemente distanti come quello del rap e del neomelodico napoletano e lo ha reso senza mezzi termini figo. Si figo, perché quello che inizialmente può suscitare ilarità o che può sembrare assurdo, diventa contagioso e tu non puoi fare a meno di apprezzarlo. In un periodo in cui le hit e i pezzi tormentone durano meno di una storia su Instagram, le canzoni di Liberato sembrano non appassire mai e quando paiano esser finite all’ombra della irrefrenabile produzione musicale, sbocciano ancora come i fiori dei ciliegi proprio nel mese di maggio.

Liberato, oltre a non farsi vedere, spesso non si fa sentire per mesi, direi anche anni. Anni perché le canzoni di Liberato sono solo 6: 6 pezzi che lo hanno celebrato, consacrato, di cui si è parlato all’infinito, su cui si è scritto pagine e pagine, 6 pezzi di cui 3 (per alcuni 4) raccontano una storia d’amore tra due ragazzi di Napoli appartenenti a due estrazioni sociali diverse, che ricordano un po’ Step e Babi di Tre metri sopra il cielo a chi come me ha nostalgia di quei primi anni 2000.

Uno storytelling per cui Liberato riesce a legare la persona non solo all’audio ma anche al video, di cui è artefice Francesco Lettieri, già regista delle clip di Calcutta e Giorgio Poi. La conseguenza è stata milioni di visualizzazioni che alimentano l’engagement e l’entusiasmo per questo progetto diventato un fenomeno virale e senza dubbio di rottura.

Ma quello che è stato veramente il motore propulsore, l’anima dei beat e delle rime incrociate, la benzina che ha fatto divampare l’incendio nella rete e tra il fandom è stato l’anonimato. CHI è LIBERATO rimbomba ancora come un’eco dopo due anni dalla sua rivelazione o meglio dalla nascita di questa identità celata da una felpa con il cappuccio e un paio di Converse personalizzate. Un mistero che rende le persone sempre più curiose, sempre più desiderose di avere risposte e dare un volto a chi canta in un dialetto, che per molti che seguono è una lingua incomprensibile, ma non per questo è diventato un limite ma anzi, un elemento di attrattiva.

Una carta vincente insomma quello di non mostrarsi al pubblico e di non rivelare niente di sé. Carta che hanno giocato alcuni dei maggiori protagonisti della scena musicale non solo mondiale, come la cantante SIA e il duo dei Daft Punk, ma anche nostrana come la più recente MI$$ KETA, la cui estrosità e sregolatezza sembra stia coinvolgendo un po’ tutti. Le supposizioni su chi stia dietro il cantante partenopeo sono state moltissime, ma solo una cosa è certa, Liberato è uno di noi, uno di noi come Clark Kent o Peter Parker. Liberato è un supereroe.

Bianca Boretti