NON E’ LA RAI: LA NUOVA TV DEGLI ANNI ‘90

«Ma com’è bello qui, ma com’è grande qui» suonava la sigla di inizio, un benvenuto che sembrava invitare a entrare in casa Mediaset e diventare parte di quello che era il mondo della scatola magica: la televisione degli anni ‘90.

Dal 1991 al 1995 andava in onda Non è la Rai, uno dei programmi più innovativi e lungimiranti della televisione italiana. Precursore dei reality e della tv real time, Non è la Rai aveva come protagoniste ragazze/bambine dai 14 ai 17 anni che insieme e a turno cantavano e ballavano sotto i riflettori di un palcoscenico solo per loro, sotto la guida di Ambra Angiolini.

Ambra Angiolini, oggi attrice e presentatrice, allora aveva solo 15 anni ma già dimostrava di avere un grande talento per le luci della ribalta. Un talento che non passò inosservato agli occhi di Gianni Boncompagni, ideatore del programma e deus ex machina della diretta.

Non è la Rai alimentò i sogni di adolescenti e non, che stavano a casa e si appassionarono a uno spettacolo che entrò nell’immaginario collettivo attraverso le performance, gli sketch e gli iconici scatti ai posti in prima fila di queste lolite degli anni ’90, le quali incarnarono il mito della corsa sfrenata al successo.

Corsa che non tutte hanno vinto, successo che poche hanno assaggiato o solo per poco.

Più di 80 ragazze passarono dagli studi di Canale 5 e poi su Italia 1 in quei tre anni, ma poche di esse possono dire di avercela fatta, come Nicole Grimaudo, Sabrina Impacciatore e Claudia Gerini, oggi attrici di spicco del parterre italiano.  Molte altre, però, sono rientrate alle proprie vite, un po’ nostalgiche di quei giorni e con qualche aspettativa delusa.

Un programma, quello di Non è la Rai, che è entrato per sempre nella cultura pop italiana, facendo da spartiacque a numerosi programmi che vennero dopo come i talent Amici e X Factor, fatti anch’essi di giovani che desiderano sfondare e fare della loro passione un lavoro oppure come Passaparola, storico programma dei primi anni 2000 condotto da Gerry Scotti, affiancato dalle “letterine”, che ricordarono le ragazzine ormai cresciute, stelle di un nuovo tipo di spettacolo di cui Boncompagni insieme a Renzo Arbore e il suo Indietro Tutta si fecero pionieri nell’ultimo decennio del secolo scorso.

Bianca Boretti

Annunci