VIDEOMAKING. ECCO LE FASI PER LA REALIZZAZIONE DI UN VIDEO

I video sono i contenuti più visualizzati. Questa è una certezza per noi comunicatori: l’audiovisivo si impone sempre di più come mezzo ideale per una comunicazione efficace. Basti pensare all’efficienza e allo stile dei video di Marco Montemagno, che per esempio taglia le pause, per rendere il contenuto più veloce e dinamico. Ma farlo non è così semplice: servono gli strumenti giusti, conoscere le tecniche. Non esistono ricette per creare un video virale, ma esso nei primi 20 minuti dalla sua pubblicazione è in grado di generare più traffico di un contenuto sponsorizzato.

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Cinedelirium, un gruppo di appassionati videomaker, spiega – all’interno del workshop Videomaking per imprenditori – che i principali format sono relativi alla realizzazione di:

  • i cortometraggi, usati in particolare da giovani registi per emergere e farsi conoscere all’interno di contest e competizioni;
  • i meme, molto utilizzati soprattutto sui social e caratterizzati da presenza grafica e scritte;
  • i video evocativi, prodotti con l’obiettivo di trasmettere una determinata emozione e se il contenuto riesce realmente a emozionare, otterrà un alto numero di visualizzazioni e maggior engagement;
  • i vlog, ovvero blog realizzati con video, diffusi nell’ambito dei tutorial, ma anche di rubriche o interviste;
  • le sitcom, quindi un insieme di puntate tra loro collegate, con un format e uno stile preimpostati, legati da una sceneggiatura.

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Le fasi di lavoro per la realizzazione di un video sono diverse e impegnative:

  • sourcing, consiste nel decidere il casting e visitare le location per i set. In questa fase è importante avere uno storyboard, disegni del set in cui vengono segnati i punti in cui posizionare la videocamera per ogni scena;
  • shooting, è la vera fase di produzione, in cui si gira il contenuto che andrà poi elaborato. Non serve avere una qualità video altissima, perché poi i social comprimono i contenuti; si può usare uno strumento come la go pro oppure una Canon 5D;
  • editing, fase in cui il prodotto viene montato e finito, pronto per essere distribuito. Per un minuto di girato, ci vogliono circa tre ore per il montaggio e tre ore per la post-produzione;
  • exhibition o distribution del materiale fisico e/o del contenuto online su varie piattaforme social;
  • consumption da parte degli spettatori, misurabile grazie alle visualizzazioni.

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Per realizzare un contenuto di qualità e per lavorare con una modalità più lineare, è necessaria la stesura di uno script, o almeno di un soggetto, per poi scaglionare la narrazione seguendo una scaletta.

È importante stabilire un piano di lavorazione e di distribuzione, in base al quale può cambiare anche il format del contenuto.

Seguendo pochi pratici accorgimenti potrete realizzare ottimi contenuti.

Morgana Lupica

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