“Gioventù bruciata” il nuovo album di Mahmood

Il primo disco di Alessandro Mahmood, vincitore di Sanremo 2019 con la sua canzone “Soldi“, è uscito il 22 febbraio e sta già conquistando tutte le classifiche. Perché? Forse semplicemente perché si tratta dell’emblema delle nuove generazioni che, come racconta in uno dei suoi testi, vengono da sempre descritte come una “maledetta gioventù bruciata”, ma dietro le quali c’è una vita molto più profonda da scoprire.

Mahmood ci regala un quadro della sua esistenza: inquietudini, paure, amori vissuti a pieno o persi, il grande desiderio di combattere la noia e le problematiche famigliari. Tematiche molto personali ma che sono per la maggior parte condivise dai suoi coetanei, i ventenni che ogni giorno combattono tra l’abbandono dei sogni nel cassetto e la frustrazione di un futuro incerto.

Le sue canzoni sono un viaggio interiore ricco di dettagli e di malinconia, con la sua Milano che fa sempre da sfondo. Gli argomenti di cui tratta non sono mai banali, ma descritti nella loro essenzialità e semplicità: l’amore, per esempio, non è più una serenata sotto alla finestra o un ristorante a lume di candela, ma può essere consumato velocemente davanti ad un uramaki in Paolo Sarpi.

Nel suo disco non c’è la necessità di sognare in grande, ma c’è il bisogno di raccontare la realtà così com’è. C’è la sua voglia di mostrare finalmente all’Italia (e magari al mondo) quello che si nasconde dietro l’inquietudine delle nuove generazioni, a ciò che provano davvero, al modo in cui vivono la loro quotidianità, e lo fa raccontando prima di tutto le sue sensazioni ed emozioni.

I testi sono accompagnati da una musica stilizzata e fredda, in totale sintonia con il messaggio che cerca di trasmettere. Non si tratta di trap, ma può essere considerata al cento per cento pop, o meglio ancora urban pop.

Alessandro Mahmood, con “Gioventù bruciata”, può essere quindi considerato una nota di freschezza nel panorama della musica italiana. E si spera che nel futuro possa continuare su questa strada mostrando al mondo come la musica sia un mezzo di comunicazione universale in grado di unire anche culture differenti.

Matilde Savaglio