BOHEMIAN RHAPSODY: UN OMAGGIO ALLA MUSICA

Chiunque nella propria vita si è trovato almeno una volta a canticchiare una canzone dei Queen, ma non tutti hanno avuto la fortuna di essere andati ad un loro concerto. Eppure, Bohemian Rhapsody, film uscito nelle sale il 28 novembre, regala allo spettatore quella sensazione.

La pellicola si incentra sul vissuto musicale e umano del frontman Freddie Mercury nel periodo che va dal 1970, anno di nascita del complesso, al 1985, anno in cui il gruppo partecipò al Live Aid nel Wembley Stadium di Londra, evento musicale istituito per una raccolta fondi per l’Etiopia.

Pur concentrandosi sulla figura di Freddie, il film dà uno sguardo sulle personalità degli altri membri della band e sul loro rapporto di amicizia. Il risultato è un personaggio non isolato dal contesto, ma al contrario valorizzato dalla rete relazionale e creativa che lo circonda.

La pellicola, infatti, mette in scena diversi momenti di ideazione e registrazione dei più grandi successi del gruppo, come We will rock youLove of my life e Another One Bites the Dust; una particolare attenzione è dedicata alla genesi dell’indimenticabile Bohemian Rhapsody, canzone che dà il nome al film, forse la più rappresentativa del genio di Mercury e del suo sperimentalismo tra generi musicali.

Parallelamente al percorso artistico, la pellicola affronta il percorso umano del performer: a partire dal complesso rapporto con la famiglia e il rifiuto delle origini parsi, il film ripercorre la progressiva consapevolezza di Freddie della sua omosessualità, i momenti di solitudine colmati da feste esagerate durante l’apice del successo, la scoperta della malattia che lo avrebbe portato alla prematura morte nel 1991, l’AIDS. Non tutto ciò che è rappresentato al cinema rispecchia la reale vita di Mercury, ragion per cui non sono mancate critiche alla pellicola. Spicca tra le divergenze rispetto alla storia reale l’omissione degli ultimi sei anni di vita di Freddie e quindi del periodo della malattia, che tuttavia si rivela coerente con la stessa scelta che il cantante fece evitando di rivelare al pubblico il suo stato di salute.

Tuttavia la vera protagonista del film è la musica, che esplode nella parte finale con la lunga rappresentazione della performance del gruppo nel Live Aid: lo spettatore qui è totalmente immerso nel concerto, e inevitabilmente vi partecipa come se fosse presente all’evento, godendosi le canzoni più belle suonate in quell’occasione.

È necessaria una menzione d’onore a Rami Malek, interprete di Mercury e volto noto al piccolo schermo per la serie tv Mr. Robot, che mostra il suo talento e il rischioso lavoro svolto nell’immedesimarsi in un personaggio così iconico e nel riprodurne il carisma.

Se volete godervi un omaggio a Freddie Mercury, ai Queen e soprattutto alla loro musica, non vi resta che godervi questa celebrazione.

Raffaella Di Marco

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