CREATIVITÀ E STRATEGIA: CONDIZIONI IMPRESCINDIBILI DELL’INFLUENCER MARKETING

“Gli influencer non esistono”: questo è il titolo dato allo speech tenuto durante il secondo giorno di Iab forum da Enrico Torlaschi, managing director e Luca Comino, creative & planning director di E3 – Gruppo DigiTouch. Ma è davvero così?

L. Comino, sottolineando che il titolo del workshop è provocatorio, afferma che l’influencer marketing ovviamente esiste e che esistono gli influencer stessi. A due condizioni.

La prima è quella di creare una buona interazione tra l’influencer, il suo seguito di fans, e le agenzie. Per far in modo tale che questa triangolazione venga creata è fondamentale la creatività: l’influencer deve essere in grado di creare contenuti autentici e significativi per chi lo segue. Perché ciò avvenga, deve essere libero di esprimere la propria personalità. 

La seconda condizione fondamentale è la strategia che oggi spesso viene messa in secondo piano da chi lavora in questo ambito ma che è indispensabile per capire quale strumento utilizzare. Avere una strategia significa aver chiaro cosa si andrà a fare per raggiungere l’obiettivo che ci si è prefissati. Dunque una buona campagna che sfrutta gli influencer deve avere un concept e un obiettivo. Da questi due aspetti deve poi scaturire la scelta delle personalità da ingaggiare: non deve essere guidata da un banale criterio numerico, bensì che dipende dalla funzionalità che deve assumere all’interno del progetto.

Esemplificativo per comprendere questa dinamica è il caso dell’attuale campagna di Morellato. L’azienda ha deciso di collaborare con: Gabrielle Caunesil, modella parigina; Paola Turani, modella e influencer italiana; Alba Rico Navarro, attrice spagnola. Le tre non solo hanno un ampio seguito sui social network ma sono anche amiche nella vita reale: perfette per diventare testimonial del concept della campagna “l’amicizia è un gioiello unico”. Il progetto prevede un’integrazione tra piattaforme digitali e tv tradizionale dove verranno trasmessi otto video ideati secondo il modello della sitcom i quali andranno a colpire un diverso marketing moment all’interno dell’arco temporale della campagna (partita da pochissime settimane). Importante è tutta l’amplificazione della campagna attraverso i profili social delle tre influencer e i contenuti creati appositamente per i social network. 

IAB Forum

Arriviamo così al terzo punto fondamentale per una buona campagna oggi: Instagram. La piattaforma è infatti uno strumento utilissimo grazie alle varie community di Instagrammer e ai creatori di contenuti. 

Assunto che gli influencer esistono, la sfida è quella di trovare sempre nuovi modi per fare influencer marketing e probabilmente partire dai content creator potrebbe rivelarsi un buon punto di partenza. È indispensabile che le agenzie imparino a diventare curatori di questi talenti, seguendoli giorno per giorno nel loro lavoro così da poter cogliere la pertinenza del lavoro di un determinato creator rispetto alle esigenze del brand. 

Gli influencer cambiano i comportamenti di acquisto dei loro followers? Stando ai dati no, il consumatore continua a preferire la pubblicità tradizionale. È però certo che una comunicazione efficace non può prescindere da creatività e strategia. 

Giovanna Maria Vaccaro

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