LA RAGAZZA CON LA LEICA: una biografia leggermente fuori fuoco

Entrando in libreria è quasi impossibile non imbattersi nello sguardo ammiccante di Gerda Taro che, dalla copertina del libro La ragazza con la Leica, ti invita a leggere questa sua insolita biografia edita dalla casa editrice Guanda e scritta da Helena Janeczek.

Gerda Taro è una fotografa degli anni 30 nota per i suoi reportage di guerra e per essere stata la compagna, di vita e sul lavoro, del reporter fotografico Robert Capa. In questo romanzo, già candidato a numerosi premi tra cui il Premio Campiello 2018, viene raccontata la storia di una donna che con il suo sorriso riusciva a trasmettere a chi le stava attorno la sua gioia di vivere e la sua sete di libertà.

La biografia si sviluppa attraverso gli occhi di tre persone che, per varie ragioni, sono state vicine a Gerda durante la sua breve vita. La fotografa morì infatti pochi giorni prima del suo 27essimo compleanno, mentre scattava delle foto sul campo di battaglia, in quei combattimenti della guerra civile spagnola che da tempo cercava di testimoniare attraverso i sui scatti.

La narrazione procede attraverso i ricordi di: Ruth Cerf, l’amica con la quale ha condiviso tempi duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania, Willy Chardack, da sempre innamorato della spontanea ed eroica Gerda e destinato però al solo ruolo di cavalier servente, e George Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali.

Attraverso alcuni flashback e uno stile simile al classico flusso di coscienza si viene a creare una sorta di biografia corale che privilegia la frammentazione e il montaggio di diversi punti di vista. Date, luoghi e nomi vanno a creare una fitta rete di coordinate spazio-temporali che si intrecciano tra interiorità e storia. Il libro, infatti, non racconta la sola vita di Gerda Taro, ma testimonia l’epoca degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, la difficoltà di vivere in una Parigi in cui i rifugiati non erano ben accetti.

Tramite i ricordi dei narratori il romanzo procede nella stesura di un ritratto dai contorni sbavati. Gerda viene infatti dipinta come una donna di talento, sfrontata e coraggiosa, tenace e coerente nel perseguire i suoi obiettivi, ma allo stesso tempo ciò che più traspare è il ruolo che ha vestito all’interno della vita di chi l’ha conosciuta: amica, amante, coinquilina, reporter e molto altro. Gerda ha mosso la vita di chi l’ha incontrata e incarna invece grandi ideali per chi ha potuto conoscerla solo di fama.

L’autrice Helena Janeczek è riuscita a creare un romanzo in cui la fotografa risulta essere fulcro essenziale della narrazione e allo stesso tempo figura sfuggente, ha così realizzato una biografia leggermente fuori fuoco di una delle prime donne reporter della storia.

Mariachiara Pontiggia

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