IL FENOMENO LUIS SAL

Il ragazzo che è approdato su YouTube da poco più di un anno e che ha già raccolto più di 50Omila iscritti al canale si chiama Luis Sal, è amato e idolatrato soprattutto dai giovanissimi, anche se nessuno se lo sa spiegare. Il fenomeno è curioso e dovrebbe essere studiato accuratamente dagli esperti di comunicazione per capire i trend del mondo social e i nuovi generi narrativi del digitale.

Luis Sal, classe 1997, è nato a Bologna in una famiglia di artisti, ha frequentato il liceo artistico e probabilmente questo spiega la particolare creatività di ogni suo video. Accompagnato fin da bambino dalla sua fedele videocamera, è da anni che registra scene di vita quotidiana, momenti di pazzia, strani monologhi e atti stravaganti, che, attraverso un montaggio accurato, introduce nei suoi video alternandoli a riprese più recenti. Il ragazzo è bravo nel videoediting, si destreggia tra effetti speciali visivi e uditivi, ed è migliorato nel tempo.

Ma il suo vero punto di forza non è questo. Infatti, milioni sono gli youtuber che realizzano ottimi montaggi video, ma Luis ha qualcosa che lo differenzia dagli altri: una sorta di humour non-sense, un quid che probabilmente lo rende intrigante e attraente per il pubblico che va dai 10 ai 20 anni. La sua comunicazione è stravagante, a volte non arriva a un punto, molti non lo capiscono e alcuni lo accusano di “mancanza di contenuti”. In effetti, nessuno ha ancora capito cosa voglia comunicare o di cosa tratti il suo canale. In un video disegna – dato che è un’artista – ciò che gli viene richiesto dagli utenti, in un altro risponde alle domande dei suoi seguaci, in un altro ancora insegna esercizi per rafforzare bicipiti e petto – essendo amante della palestra –. Ma non finisce qua: in alcune occasioni fa parodie di programmi TV che hanno segnato l’infanzia/adolescenza di chi è nato negli anni ‘90, come “Art Attack” , o “Pimp My Ride” e “Teen Cribs” in programmazione tempo fa su MTV; in altre occasioni si sfida con le Food Challenge, un format nato su YouTube, costringendosi a mangiare un’enorme quantità di cibo nel minor tempo possibile, fallendo sempre. È addirittura arrivato a fondare un movimento: il Luismo.

In tutta questa varietà di generi che intreccia nel suo canale, ma anche all’interno di ogni singolo video, il suo linguaggio è fresco, semplice, informale e sempre educato. Il tono è ironico, freddo e distaccato, ed è forse questa la cosa che più fa ridere. È sempre avvolto da un alone di mistero: si sa pochissimo della sua vita privata e di sua madre si conoscono solo le gambe, i piedi e la voce, anche se il rapporto che ha con lei e le modalità in cui la fa “comparire” nei suoi video sono di fondamentale importanza per la riuscita del personaggio di Luis.

Ultimamente il comune di Bologna ha chiesto a Luis di promuovere, con dei video in linea con la cifra stilistica del personaggio, una tessera per visitare i musei bolognesi a prezzo ridotto, sperando che questa strategia di influencer marketingpossa ampliare l’afflusso turistico sul territorio e attirare più giovani.

Insomma, Luis non è un personaggio facilmente inquadrabile, sia per come si presenta, sia per gli enti/aziende – come il comune di Bologna – con cui decide di collaborare. Di certo si capisce che è un bravo ragazzo, di sani principi, ma un po’ fuori di testa. Tutto ciò che gli capita, anche il più banale evento quotidiano, lo tramuta in materiale audiovisivo, ora anche su Instagram, interpretandolo sempre con una chiave ironica stravagante che straborda dagli schemi.

Alice Germani

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