Piano City Milano: un festival tutto da costruire

Si è appena conclusa la settima edizione di Piano City Milano: nel weekend dal 18 al 20 maggio, il festival ha riempito ogni angolo della città di note rigorosamente suonate al pianoforte e ha visto la partecipazione attiva e sentita di decine e decine di sponsor e volontari che insieme all’impeccabile organizzazione, garantiscono ogni anno la riuscita dell’evento e la sua gratuità.

Piano City si propone di diventare la colonna sonora della città per tutta la sua durata e per farlo, stabilisce percorsi di ascolto inediti, scomponibili e riorganizzabili, secondo esigenze e gusti personali. Durante il festival, Milano si anima e diventa un grande spartito disseminato di micro-eventi che si susseguono a tutte le ore del giorno e della notte. Indispensabile, quindi, per godere appieno dell’esperienza e non perdersi gli eventi in programma, munirsi di mappa e andare alla ricerca della musica che fa per noi.

Inutile aggiungere che è quasi impossibile rendere conto dell’interezza di un festival così organizzato ed essere presenti a tutti i concerti, ma se da un lato, questo può rappresentare un limite, dall’altro è sicuramente un vantaggio perché quello che Piano City mette in scena ogni anno, da sette anni, è un festival che può essere personalizzato, reso a propria immagine e somiglianza, adattato e riadattato continuamente a persone, luoghi e bisogni. La mia esperienza di Piano City sarà così difficilmente uguale a quelle di qualcun altro.  Questa dimensione individuale del festival  poggia, per contrappasso, su una collaborazione e una dimensione collettiva ammirevoli che si respirano ad ogni concerto. È la dimensione collettiva della città che dà un senso di appartenenza e comunità, è la musica che costruisce legami e li dissemina in giro per Milano.

Dal concerto di apertura nel giardino della Galleria d’Arte Moderna con la malinconica jazzista Aziza Mustafa Zadeh a quello di chiusura con Vinicio Capossela, passando per il Piano Center notturno alla Palazzina Liberty fino all’alba che si divide tra i Bagni Misteriosi e l’idroscalo, Piano City valorizza anche la vita di quartiere, con la “bonifica” di zone che non hanno la dovuta attenzione durante il resto dell’anno: via Padova e City Life come simbolo della nuova Milano. Seguono le Lezioni di Piano: incontri per più e meno esperti con i maestri dello strumento (da Ettore Borri a Django Bates).

Piano City  è anche movimento: dalla bici al tandem fino al tram che con la collaborazione di ATM, attira a bordo decine e decine di ascoltatori curiosi. Grazie alle illustri partnership che il festival intrattiene, diventano poi possibili eventi presso Intesa San Paolo, Volvo Studio e Red Bull Rooftop. Da non dimenticare infine, i concerti diffusi e quelli presso le case private e i cortili che si aprono alla dimensione pubblica e si fanno teatro.

Per un intero weekend , dunque, Milano risuona di generi musicali diversi ma tutti suonati al pianoforte e intorno allo strumento, riunisce i suoi cittadini e turisti sulle note di un grandioso concerto itinerante.

Nicoletta Raffa

Annunci