999. Come costruire una grande mostra partendo da Instagram

Si è svolta dal 15 al 18 marzo a Milano la prima edizione della Milano Digital Week, iniziativa promossa dal Comune di Milano riguardante la cultura digitale e le realtà tecnologiche che stanno trasformando il modo di lavorare, di progettare e il tempo libero. Molti sono stati gli incontri, più di 300, che sono stati organizzati in vari punti della città, dalle presentazioni di libri ai workshop, alcuni gratuiti e altri a pagamento, e documentati sui profili social della manifestazione.

Tra questi, venerdì 16 c’è stato quello presso La Triennale riguardante la mostra 999. Una collezione di domande sull’abitare contemporaneo” con relatori Stefano Mirti, curatore, e Pierluigi Anselmi, videomaker, fotografo e insegnante. La mostra, aperta fino al 2 aprile 2018, è una mostra sull’abitare ma è essa stessa una casa nella quale il visitatore può interagire con lo spazio e con l’ambiente, che muta nel tempo, nella quale compiere una vera e propria esperienza, grazie anche a workshop, incontri e laboratori di ogni genere.

L’incontro aveva come obiettivo quello di spiegare l’utilizzo di Instagram per la promozione della mostra, un progetto speciale che è stato il fulcro delle attività online. Sul profilo social della mostra saranno pubblicati, entro la fine della mostra, 999 video con 999 domande inerenti all’abitare, poste da chiunque e inoltrate agli organizzatori attraverso il sito web.

“I social network vivono di call to action e le domande sono utili in questo, le persone partecipano alla mostra facendo la loro domanda e sono invogliate a visitarla di persona”, spiega il curatore. “Dalle domande è possibile scorgere i punti di vista differenti delle persone sul tema della casa e dell’abitare, e far si che anche i non espositori possano prendervi parte e portare il proprio contributo.

Pierluigi Anselmi si è occupato della produzione video, creati partendo da foto inviate dalle persone insieme alle domande e modificate con particolari filtri, che hanno permesso di realizzare una bacheca che è un vero e proprio capolavoro artistico. Se il profilo Facebook è stato usato per creare un dialogo con gli utenti e per promuovere le varie iniziative ed eventi (tra cui quella della notte bianca che ha riscosso un notevole successo), il profilo Instagram, più elegante e armonioso come afferma Mirti, rimarrà come una sorta di catalogo anche quando la mostra sarà terminata, una testimonianza.

Dal pubblico la domanda sul perché, nonostante l’utilizzo di Instagram per la promozione, non è stato coinvolto alcun influencer e in questo i due hanno le idee ben chiare:

“L’influencer, ponendo la propria domanda diventerebbe parte di quelle 999 persone che l’hanno posta. Inoltre, perché coinvolgere influencer che vogliono essere pagati per i loro post, quando con le domande riesci già a coinvolgere 999 persone? Solitamente alle inaugurazioni delle mostre oltre alle autorità sono presenti in pochi, all’inaugurazione di “999” c’erano più di 200 persone, tra espositori, chi aveva posto le domande e quindi era curioso, accompagnatori… un gran successo, direi” conclude il curatore.

Le domande sull’abitare, inoltre, vengono rimesse in circolo: ogni domanda viene stampata su un foglio con un frame del video, con l’indicazione di chi l’ha posta e la risposta. Le persone che arrivano in mostra possono diventare dei collezionisti, basta fare una foto, commentarla e postarla con l’hashtag della mostra.

Sara Barbi

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