OSCAR 2018. Il trionfo dell’attivismo

Domenica sera, mentre Mentana cercava di tenere le redini dell’Italia al voto, dall’altra parte dell’Atlantico si teneva la 90a edizione degli Oscar, in diretta dal Dolby Theatre di Los Angeles. Al timone della cerimonia, per il secondo anno consecutivo, un dissacrante Jimmy Kimmel che entra sulla scena del brillantissimo palco, costellato dall’esiguo numero di 45 milioni di diamanti, ironizzando (c’era da aspettarselo) su quella che verrà ricordata come una delle peggio figure dello showbiz: l’errore nella proclamazione del miglior film del 2017 di Warren Beatty che fa ancora venire le palpitazioni al povero Damien Chazelle.

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CHIAMAMI COL TUO TUO NOME: il desiderio e la malinconia

L’Italia ha avuto, fin dall’istituzione nel 1957 del premio a miglior film straniero, un rapporto particolare con gli Oscar. Ad un primo quarantennio di successi con le pellicole di Fellini e De Sica, è seguito un lunghissimo vuoto interrotto da qualche sporadico riconoscimento, incluso il trionfo de La Grande Bellezza nel 2013. A cinque anni dalla vittoria del film di Sorrentino, l’Italia sembra essere tornata nelle grazie dell’Academy con Chiamami Col Tuo Nome, ultimo film del regista palermitano Luca Guadagnino e tratto dall’omonimo romanzo di André Aciman, che si è aggiudicato 4 nomination, inclusa quella per miglior film (non film straniero, trattandosi infatti di una co-produzione italo-franco-americana). Continua a leggere

CHIAMAMI COL TUO NOME: tra mille emozioni e tour promozionale a Crema

Vedere personaggi internazionali in una cittadina della campagna del Nord, d’inverno avvolta da una fitta nebbia e d’estate colma di granoturco, non è da tutti i giorni. Così Crema, lunedì 29 gennaio, si è trasformata in una piccolissima Hollywood e ha accolto con grande entusiasmo il regista Luca Guadagnino e gli attori Timothèe Chalamet e Armie Hammer. Continua a leggere