CO.RE.COM. Il ruolo dell’Authority regionale tra normative vigenti e approccio ai nuovi media

Ospite del corso di “Diritto della comunicazione per le imprese e i media” del  Professor Ruben Razzante, Federica Zanella, presidente del Co.Re.Com, Il Comitato regionale per le comunicazioni della Lombardia,  ha raccontato ai nostri CIMERS il ruolo dell’Authority regionale tra normative vigenti e approccio ai nuovi media.

Ma facciamo un passo indietro: qual è il ruolo del Co.Re.Com?

Il Co.Re.Com riveste un duplice ruolo, da un lato è organo di  garanzia e controllo del sistema delle comunicazioni e telecomunicazioni in ambito regionale, dall’altro è  organo funzionale per l’AGICOM. Oltre a gestire l’accesso radiotelevisivo regionale sulla Rai regionale, tra le sue funzioni proprie il Co.Re.Com ha il compito di incentivare l’innalzamento della qualità della programmazione televisiva locale e di vigilare in materia di par condicio attraverso il monitoraggio del pluralismo socio politico nella programmazione radiotelevisiva.

Ma a cosa facciamo riferimento quando parliamo di par condicio?

 La Legge sulla par condicio ( la n.28 del 22 Febbraio 2000) è stata emanata con lo scopo di regolamentare gli spazi di propaganda  e la visibilità dei politici, quindi per garantire la parità di trattamento e l’ imparzialità a tutti i soggetti politici,  soprattutto durante le campagne elettorali e referendarie. I soggetti che devono rispettare le norme sono le  emittenti radiofoniche e televisive (anche quelle locali) , editori di quotidiani e periodici e le amministrazioni pubbliche. Oggi però, come è stato spiegato, la legge risulta inadeguata a causa della presenza di Internet, che  lascia ampi spazi ai partiti e candidati attraverso canali informativi come siti, forum, blog e pagine sui social network.  Le funzioni del Co.Re.Com tuttavia non si esauriscono qui: tra quelle delegate c’è la tutela dei minori, campo in cui è particolarmente attivo perché fornisce un aiuto concreto alla Web Reputation e alla piaga sociale del cyberbullismo di cui oggi sono ancora numerose le vittime.

“Oggi la prima forma di comunicazione dei giovani è il web. È fondamentale capire le cattive abitudini dei ragazzi nell’utilizzo del web per comprendere dove intervenire” ha spiegato Federica Zanella. Negli ultimi anni, infatti, le abitudini degli adolescenti sul web sono molto cambiate anche a causa della diffusione di nuovi social network: è il caso di Instagram, utilizzato la maggior parte delle volte con un profilo pubblico, un rischio molto elevato. Gli adolescenti, infatti, sembrano non essere realmente consapevoli dei pericoli in cui incorrono: i contenuti che pubblicano restano permanenti, visibili, facilmente accessibili a tutti. I reati, quindi, sono diversi e ciascuno ha un corrispettivo penale: dal furto dell’identità, alla diffamazione e al cyberbullismo e all’istigazione a delinquere.

Il Co.Re.Com si è impegnato ad affrontare le problematiche connesse al corretto utilizzo della Rete istituendo uno sportello Help Web Reputation Giovani, attivo dal 2014, che permette agli interessati di richiedere interventi correttivi o di rimozione.  Il Co.Re.Com, infatti, aiuta i cittadini lombardi in tanti casi: può intervenire in caso di articoli, foto o immagini e video offensivi, commenti offensivi sui social network, diffusione non autorizzata di scritti personali. Allo stesso tempo però lo sportello ha anche lo scopo di attuare interventi di prevenzione: in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale della Lombardia vengono realizzati interventi formativi nelle scuole dedicati ad alunni e docenti.

Il punto di partenza per rendere Internet un luogo più sicuro sembra essere proprio l’educazione digitale: se gli adolescenti vengono messi al corrente dei rischi e dei pericoli reali in cui possono incorrere sul web in futuro potranno diventare degli utenti consapevoli in grado di poter fare la propria parte per tutelarsi.

Noemi Galliero

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