PUBBLICITA’ ONLINE: GUADAGNI E RESA

Avete presente quei banner un po’ fastidiosi che spuntano mentre navigate su Internet, la pubblicità online per intenderci? Quest’industria è fonte di grandi guadagni e si basa su lavori di profilatura di cui non tutti sono a conoscenza.

L’advertising digitale, secondo il portale di ricerca Statista, sta infatti ampliando sempre più il proprio giro di affari. Solo durante il 2017 le aziende hanno incassato 230 miliardi di dollari e si calcola che entro il 2020 i guadagni lieviteranno fino a oltre 330 miliardi di dollari! Cerchiamo allora di capire insieme come funziona la pubblicità online e perchè guadagna così tanto.

Come funziona la pubblicità online

Se vogliamo ben vedere, lo scopo della pubblicità online è lo stesso della pubblicità classica: si posizionano banner, link e suggerimenti per vendere prodotti. Quello che cambia rispetto agli spot televisivi e ai manifesti è che questo bombardamento di pubblicità è calibrato sul singolo utente. E’ inutile dire che Internet ha un’importanza sempre maggiore nelle nostre vite: basta considerare i dati della total digital audience in Italia per capire quanto non si possa più fare a meno della rete. Dai contenuti condivisi e ricercati si possono comprendere gli interessi di una persona, i luoghi dove ama recarsi, i prodotti che preferisce comprare. Questo non sfugge ai sempre più precisi meccanismi di targetizzazione: in base a questi, l’utente vede le pubblicità alle quali si presume che sia più interessato.

Non c’è tuttavia solo un lavoro di profilatura: le aziende di pubblicità online devono anche capire su quali dispositivi localizzarsi per attirare l’attenzione dell’utente, il motore di quest’industria. Le pubblicità online vengono sempre più posizionate su dispositivi mobili come smartphone e tablet. Una parte consistente dei guadagni della pubblicità online proviene dai social network: per esempio, Facebook ha guadagnato nel 2017 9 miliardi di dollari grazie all’advertising. Le pubblicità inoltre non si limitano più a bersagliare passivamente l’utente, ma si propongono in modo attivo, dialogando con l’utente.

Gli studi dietro la pubblicità online

Dietro ai banner e ai video dell’advertising online ci sono algoritmi, profilature e raccolte di dati, ma anche studi di psicologia cognitiva e di neuroscienze. Si ritiene che le aziende che si occupano di pubblicità online stiano cercando un modo per rendere più visivamente attraenti i banner: nella nostra società delle immagini questa componente è fondamentale.

La raccolta di dati per profilare l’utente non è illegale, ma è, almeno in parte, eticamente discutibile: c’è il rischio che l’utente, bersagliato dalle pubblicità di una rosa limitata di prodotti e aziende, veda ridotta la propria libertà di scelta, proprio perchè non conosce altri marchi. Dato che le aziende ci propongono solo quello che presumono desideriamo a livello teorico, la possibilità di definirsi attraverso l’acquisto e il consumo sta venendo meno.

La pubblicità online ha un’importanza sempre maggiore nella rete, come testimoniano anche i suoi guadagni in costante crescita: per esperti del settore come i CIMERS è importante comprendere i meccanismi usati per costruirla.

Anita Carlotta Lorè

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