NEGLI ADOLESCENTI SPOPOLA LA RELAZIONE TRA DEPRESSIONE E SMARTPHONE. DA COSA E’ PROVOCATA?

Lo sappiamo bene tutti, ormai, lo smartphone è diventato parte integrante della nostra vita quotidiana e ogni giorno sempre di più interessa non solo gli adulti ma soprattutto gli adolescenti, che quasi non riescono più a farne a meno. Oggi, infatti, secondo alcuni studi, nelle case sono maggiormente presenti le “nuove tecnologie” e non i “media tradizionali“, che spesso, vengono usati in modalità multi screen (Gli smartphone contano quota 100% mentre la televisione è ferma al 95%).

In questo caso, però, i soggetti più a rischio sono proprio gli adolescenti. L’adolescenza è una tappa della vita molto difficile da affrontare, a causa delle sue insidie, della sua voglia di riscatto e di indipendenza dagli adulti. Dunque, i soggetti più deboli, quando qualcosa non funziona, soprattutto, a scuola, nella famiglia, con gli amici o con la prima cotta, anziché rifugiarsi nelle persone più vicine a loro, trovano conforto nei dispositivi, isolandosi e affidando a “lui”, come se fosse una figura reale, i pensieri, le sofferenze oppure le gioie.

 

Infatti, se prendiamo come riferimento, gli Stati Uniti, tra il 2010 e il 2015, il numero degli adolescenti depressi è cresciuto del 33%. Una cifra che aumenta sempre di più a causa, anche, dell’ascesa degli smartphone. Quindi, i social media, e un normale schermo hanno il potere di far indossare a qualsiasi persona, di qualsiasi età, una specie di maschera, che magari, non viene usata nella vita effettiva. I ragazzi, infatti, si ritirano dietro a un display semplicemente per il fatto che, spesso, questo facilita le cose e viene usufruito da coloro che si vergognano nelle relazioni interpersonali e pensano di essere visti in modo negativo da parte degli altri, cosa che difficilmente accade online. Questo, perchè, nel momento in cui spengono/escono da Fb/Twitter, la conversazione finisce lì e loro possono decidere di non avere più a che fare con quelle stesse persone con cui hanno avuto dei diverbi.

A questo punto, però, bisogna fare una piccola precisione, perché per gli adolescenti che usano in modo smisurato i social e li considerano come “amici virtuali” potrebbero cadere in episodi poco piacevoli.

 

Dunque, dagli studi, infatti, emerge che gli adolescenti che trascorrono più di 5 ore al giorno, online, hanno il 71% di possibilità in più di soffrire di depressione rispetto a chi trascorre meno tempo sui dispositivi. Ciò è stato confermato, anche, da una ricerca effettuata su un campione di adolescenti, al quale, è stato chiesto di non usare Fb per una settimana. Infatti gli esiti sono stati confortanti perché i minorenni hanno dimostrato come si sentivano meno depressi navigando poco, nel mondo virtuale.

Arrivati fino a qua, ci si pone una domanda: in realtà a cosa si rinuncia quando si passa molto tempo online? Per chi studia comunicazione e per gli addetti ai lavori, la risposta è quasi naturale ma per gli adolescenti è più complesso da comprendere. Quello che manca, in tutto questo processo, è la felicità/emozione che regalano i rapporti sociali, l’interazione faccia a faccia. Sono tutti sentimenti, aspettative, impressioni che non possono essere sostituiti/vissuti mediante un display.

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Il consiglio, che non è solo per i soggetti più deboli ma anche per gli adulti è: lasciate a casa gli smartphone, staccate Internet e uscite, fate una lunga passeggiata. E’ difficile da dire e ancora più da fare ma la vita è là fuori e ci aspetta!

Eh voi #CIMERS? Quanto tempo trascorrete online? Pensate di trascurare qualcosa? Fatevi sentire e condividete con noi, le vostre opinioni sui social. Vi aspettiamo!

Fabiola Davì

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