PANDORA E IL NATALE: istruzioni per l’uso.

Quando diciamo Natale, diciamo regali e di conseguenza marketing: ma non sempre le campagne dei copywriter vengono ben accolte. E’ questo il caso, tanto discusso negli ultimi giorni, del cartellone pubblicitario che Pandora ha collocato in metropolitana proprio a Milano: “Un ferro da stiro. Un pigiama. Un grembiule. Un bracciale Pandora. Secondo te cosa la farebbe felice?

Non sono infatti mancate le polemiche, sia da parte degli utenti sui social, sia dalle testate ufficiali come il Corriere della Sera che tuona: “Questa pubblicità sarebbe stata anacronistica perfino negli anni 50“. Nemmeno il titolo dell’Huffpost è stato da meno: “Pandora è riuscita a mettere in un unico manifesto i più gretti stereotipi femminili” (). Ma c’è anche chi ha visto nelle polemiche uno spunto per fare real time marketing: come sempre la Taffo con la sua ironia tagliente regala delle perle.

Pandora ha subito risposto scusandosi sia sui social sia tramite ufficio stampa: “La nostra intenzione era quella di strizzare l’occhio ad alcuni stereotipi che tutte noi conosciamo in maniera ironica e giocosa, assolutamente non offensiva, con il desiderio di regalarvi un sorriso”. L’impresa ha inoltre chiarito come siano state le ricerche di mercato a condurre in una situazione così incresciosa: dai dati raccolti sembra infatti che le donne raramente siano felici e soddisfatte dei regali ricevuti per Natale.

Al di là delle scuse, pressoché obbligate in queste circostanze, ci si può chiedere se Pandora stessa non avesse previsto un certo flame attorno alla campagna: se da un lato si difende dall’accusa di sessismo, dall’altro sta facendo parlare di sé e non poco. Un’altra lettura interessante è quella di Ninja Marketing che vede nel messaggio tre livelli: il primo destinato all’uomo che non sa come destreggiarsi fra i regali per la fidanzata, un secondo destinato alle ormai note “Mammine Pancine” ed infine un terzo che coglie con ironia e leggerezza un modo frenetico di essere donna che unisce casa e lavoro.

Che sia strategia premeditata o più semplicemente fraintesa, vedremo cosa diranno le vendite a fine 2017.

Gaia Amadori

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