GLOCALNEWS#2. Fake news e migranti:come informare bene nell’era del “dominio delle percezioni”

Avete seguito anche voi l’incontro sulle “fake news e migrantiCIMERS? Nella sesta edizione del Glocalfestival, svoltasi dal 16 al 18 Novembre, a Varese, si è parlato anche di questo. Il meeting, con focus sulla difficoltà di informare bene quando si hanno dati e fonti discordanti, è stato coordinato dalla giornalista e content strategist Donata Columbro ed ha visto la partecipazione di tre ospiti: Nicola Bruno, Paolo Ferrara e Daniele Biella.

Nicola Bruno parla di Fact checking, pratica grazie alla quale è possibile verificare l’autenticità di una notizia. Bruno è il fondatore dell’associazione Factcheckers, che nasce nel 2016 e riunisce giornalisti, social media verifiers e web developers. L’associazione lavora nelle scuole, negli atenei e presso organizzazioni educative e si occupa di creare laboratori e workshop per studenti, per sensibilizzare i più giovani al problema delle fake news che girano in rete.

Per Bruno, “l’informazione è un rituale, dove mettiamo in gioco le nostre convinzioni e giudizi”. Bruno cerca di colmarle le lacune che gli studenti e più giovani in generale hanno riguardo ai media e al loro uso. A tale scopo con il suo team ha realizzato Guida Galattica per esploratori di notizie, ovvero un pacchetto pratico, in collaborazione con Sky academy, che fornisce strumenti per informare al meglio e insegna a navigare in rete.

Paolo Ferrara, responsabile della comunicazione per “Terre des hommes”, ONG che lavora soprattutto nei porti occupandosi dei migranti che periodicamente sbarcano sulle nostre coste. Ferrara sostiene che il problema dell’immigrazione non è così allarmante come si legge frequentemente sui giornali. In realtà solo lo 0,3% della popolazione africana emigra verso le nostre coste, un dato irrisorio se paragonato alla quantità di persone che emigrano dall’Europa dato che il nostro continente è il secondo nel mondo per numero di spostamenti. Terre des hommes si occupa soprattutto di intervenire nelle operazioni di soccorso in mare specie da quando si è interrotta l’operazione Mare Nostrum. Ma il loro obiettivo rimane quello di trovare strade diverse per l’accoglienza. “Questo problema” afferma Ferrara “non si risolve salvando vite se non offriamo loro l’integrazione”.

Daniele Biella, giornalista per “Vita no profit” definisce le fake news “narrazioni tossiche che ci dividono su temi che ci dovrebbero unire”. Il tema dell’immigrazione ci tocca quotidianamente e va gestito nel rispetto delle opinioni altrui. È necessario portare questo argomento all’attenzione del grande pubblico sensibilizzandolo a riconoscere le fake news. Biella parla inoltre della sua esperienza sulla nave Aquarius di Sos Mediterranée, dove sono state salvate 371 persone, 54 delle quali erano minori non accompagnati. Molti immigrati vedono l’Italia come terra di passaggio ed il loro obiettivo è ricongiungersi con i loro familiari. Con il regolamento di Dublino l’Italia non diventa più solo meta passeggera ma definitiva. Questo ha portato le ONG ad interessarsi affinché venga cambiata questa legge.

Il tema dell’immigrazione va affrontato attraendo e sensibilizzando l’opinione pubblica attraverso gli strumenti digitali che ci permettono di capire cosa succede nel mondo e di contestualizzarne i fenomeni.

Federica Caroli e Simona Damanti

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