Creare un’infografica efficace: CIMO incontra Mario Corallo

Mario Corallo è un digital media strategist che abbiamo avuto il piacere di incontrare venerdì 3 novembre per un breve ma intenso workshop relativo alle infografiche. Cosa sono, a cosa servono e quali sono i migliori strumenti per realizzarle?

Partiamo dalle basi: cosa è una infografica e a cosa serve?

Una infografica è una rappresentazione grafica di dati. Serve per spiegare in modo rapido ed efficiente un fenomeno. Le infografiche non sono una recente invenzione (i primi esperimenti di rappresentazione visiva di un fenomeno in chiave didattico-esplicativa risalgono al 17esimo secolo), ma rappresentano un nuovo paradigma di visualizzazione in grado di rendere più facile e più immediata la lettura di un grafico. In un colpo d’occhio, infatti, è possibile reperire il dato più importante emerso dall’analisi. Questa forza comunicativa rappresenta la chiave del successo delle infografiche in campo aziendale. Quotidianamente, infatti, le aziende devono processare una mole ingente di dati, i cosiddetti big data, che devono poi essere sottoposti all’attenzione dei manager. Considerando che un manager ha mediamente dalle 10 alle 15 riunioni al giorno, il tempo a disposizione è ridotto all’osso e deve essere reso il più produttivo possibile: in 30 secondi deve capire cosa è accaduto, per poter poi prendere le conseguenti decisioni. A tal fine, il processo di esposizione dei dati deve essere lineare, esaustivo e autoesplicativo.

Ma come si costruisce una infografica?

I componenti fondamentali di una infografica sono 4, così disposti:

1)Narrazione

2)Dati

3)Concetti

4) Analisi

La nostra narrazione è quindi un’analisi, in cui i dati che mostriamo rappresentano concetti da esporre.

Da un punto di vista grafico, bisogna porre particolare attenzione ai pesi. Il dato più importante deve essere il più grande, perché a colpo d’occhio deve essere evidente quale sia la cifra, il numero da tenere sempre in considerazione. Inoltre, la sequenzialità in cui vengono presentati i dati è di fondamentale importanza, perché crea un legame di causa-effetto (ricordiamoci sempre che leggiamo da sinistra verso destra e dall’alto verso il basso ed è bene seguire questo ordine per spiegare un flusso o un processo!). Non è da sottovalutare anche il valore delle icone: se abbiniamo un’icona ad un risultato e all’interno della nostra analisi riprendiamo il medesimo concetto, è bene continuare ad utilizzare la stessa icona, in modo da favorire la comprensione. Anche la scelta dell’icona non deve essere casuale: l’icona dei dollari rappresenta un dato economico (non un trend) e viceversa un istogramma o una freccia rappresentano una tendenza (e non un dato economico).

Dal momento che la fruizione dell’infografica avviene solitamente mediante computer (o tablet o smartphone), la font da utilizzare preferibilmente è senza grazie, come avviene nella maggior parte dei documenti la cui lettura avviene attraverso device digitali. Raramente infatti le infografiche vengono stampate, perché il formato non lo permette.

Bisogna sempre tenere in mente il pubblico al quale si sta parlando: è un pubblico generico o specializzato?

Infine, i dati che andremo a inserire all’interno dell’infografica non saranno i dati grezzi, ma il risultato di un’analisi e di una selezione dei materiali reperiti.

Perché si fanno le infografiche?

Le infografiche si fanno per due motivi:

Per capire e per spiegare.

Nel primo caso possono essere usate per ricerche di mercato, oppure per business intelligence nel caso in cui, ad esempio, venga svolto un ascolto attivo della rete e sia necessario analizzare le mention ottenute, o per maketing intelligence, quando occorre analizzare gli impatti di un fenomeno circostritto nel tempo, come ad esempio il lancio di un nuovo prodotto.

Nel secondo caso le infografiche vengono utilizzate per spiegare un fenomeno ad una audience esterna all’azienda, come per le media relation, oppure al fine di rivolgersi ad un target interaziendale, come avviene per la comunicazione interna.

Un testo consigliato?

Le mappe del sapere. Visual data di arti, nuovi linguaggi, diritti. L’infografica ridisegna le conoscenze. Catalogo della mostra (Milano 15 novembre-14 dicembre 2014), Colin e Troiano, Rizzoli, 2014, libro in cui si mostra l’evoluzione del nostro modo di fruire i dati.

Best practice da cui prendere ispirazione?

The Visual agency (http://www.thevisualagency.com): una delle agenzie più innovative in campo di data mining e data visualisation.

Quali sono i tool per creare una infografica? Si consigliano infogram , piktochart , o canva.Sono tool gratuiti, caratterizzati dalla formula wysiwyg ovvero “what you see, is what you get”. In particolare, Piktochart risulta particolarmente comodo perché può essere collegato ad un file di google drive, dando quindi la possibilità di aggiornare l’infografica in tempo reale.

Cosa aspettate? Iniziate a sperimentare come si crea una colorata ed efficace infografica!

Ilaria Rossini

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