Una miniserie-guida alla realizzazione della tesi: intervista alla Professoressa Fanchi

Tra gli studenti CIMO dell’ultimo anno sta dilagando il panico da tesi di laurea. C’è chi ha tantissime idee, ma non sa decidersi; c’è chi non ha la più pallida idea riguardo all’argomento da trattare e chi non riesce a decidere un docente a cui appoggiarsi…Per cercare di schiarire i dubbi più comuni, è stata realizzata una miniserie, con la regia dell’exCIMER Alberto Redighieri, marchiata CIMO , nella quale i docenti ci forniranno buoni consigli, così da poter realizzare un lavoro di tesi ottimale. Nell’attesa che la miniserie venga trasmessa, abbiamo intervistato la Professoressa Mariagrazia Fanchi (che sarà protagonista della prima puntata), la quale ci ha fornito delle dritte in anteprima.

Buongiorno Professoressa, per molti di noi CIMERS, quest’anno rappresenta il capolinea di un intenso percorso universitario. L’ultimo ostacolo da superare è proprio la tesi di laurea. In merito a quest’ultima proviamo sentimenti contrastanti. Ne siamo un po’ terrorizzati, ma allo stesso tempo vogliamo che simboleggi tutto l’impegno speso per raggiungere il traguardo finale, quindi ci aspettiamo di realizzare un ottimo lavoro.  Lei sarà protagonista della prima puntata della miniserie girata dal CIMO-makerAlberto Redighieri,  nella quale ci fornirà consigli e linee guida per la realizzazione della tesi. Potrebbe già darci qualche spoiler in merito?

  • La nostra tesi diventerà parte integrante del biglietto da visita verso il mondo del lavoro, quindi come possiamo, innanzitutto, scegliere un argomento efficace tra le mille idee che ci passano per la testa?

Certamente la scelta dell’argomento deve muovere da un interesse personale: la tesi magistrale, diversamente dalla prova finale che conclude la triennale, è un percorso impegnativo, anche in termini temporali: per affrontarlo senza scoramenti e con l’abbrivio necessario, l’interesse per il tema è fondamentale. Tuttavia non può essere solo la passione a guidare la scelta. Come Lei dice: la tesi magistrale va pensata come un ponte che aggetta verso gli ambiti lavorativi a cui puntiamo. Operativamente, suggerisco dunque di procedere in due step: anzitutto drizzare le antenne: capire quali sono gli argomenti in posizione apicale nell’agenda pubblica e professionale: quali sono i temi più caldi, i fronti più avanzati della ricerca e della riflessione, le domande più urgenti. Molti di questi spunti li potete raccogliere a lezione, altri leggendo i giornali o la stampa di settore, persino navigando in rete. Una volta che avete identificato l’argomento si tratta di farsi una prima idea di quanto è stato scritto, così che la domanda di ricerca non sia “retorica”. Il consiglio è di usare le risorse non specialistiche della rete (ad esempio google scholar) per farsi una prima idea dello stato dell’arte. Attenzione google scholar deve servire solo a questo. Una volta definito l’argomento e per precisare la domanda di ricerca, occorre procedere alla systematic review della letteratura sul tema. Per questa operazione google scholar è uno strumento impreciso e servono piuttosto le risorse elettroniche messe, per esempio, a disposizione dalla nostra biblioteca.

  • Per poter lavorare in modo ottimale abbiamo bisogno della collaborazione di un docente-guida. Tra tante figure valide e competenti, come facciamo a stabilire quale scegliere?

La scelta del relatore è importante e per farla al meglio è bene tenere presenti ragioni di ordine scientifico-disciplinare e ragioni di ordine relazionale. Le ragioni scientifico-disciplinari sono evidenti: si può scegliere di illuminare il proprio argomento da tante prospettive e vale la pena optare, in fase preliminare, per l’approccio che ci è più sintonico e rispetto al quale ci si sente più confident. Le ragioni di ordine relazionale hanno a che vedere con lo stile, il modus operandi dei diversi docenti: si tratta di un’alchimia che spesso si crea in aula o durante i colloqui preliminari al deposito dell’argomento e che è bene considerare in fase di scelta e capitalizzare. Nello scegliere il relatore non mancate, poi, di verificare se il docente ha stabilito dei criteri per l’attribuzione delle tesi: consultate la sua pagina personale in anticipo e, non meno importante, leggete con grande attenzione il regolamento delle tesi CIMO, che si trova nella pagina UCSC dedicata al Corso di Studio: lì sono indicate le linee guida e principi premiali che fissano le coordinate del vostro lavoro.

  • Da ultimo, potrebbe darci qualche consiglio pratico per la realizzazione della tesi? Si sa, alla base di un buon risultato c’è sempre una solida impalcatura.

Il passaggio chiave è la formulazione della domanda di ricerca: la domanda di ricerca è la specifica questione che noi poniamo. Le porto un esempio, diciamo che l’argomento che abbiamo scelto sono le strategie di valorizzazione del cinema europeo. Cito questo tema non a caso: due giorni fa è stata pubblicata la nuova disciplina del cinema e dell’audiovisivo che destina una particolare attenzione proprio alla questione della valorizzazione del patrimonio audiovisivo, nazionale e comunitario. La domanda di ricerca potrebbe essere: come le nuove piattaforme di rilascio dei contenuti audiovisivi valorizzano il cinema nazionale ed europei? La domanda di ricerca indirizza tutte le scelte successive e assicura che la tesi risponda ai requisiti di un lavoro scientifico e di livello magistrale. A partire dalla domanda si delinea il disegno di ricerca ovvero: si definisce il campo (ad esempio, le principali piattaforme di rilascio dei contenuti audiovisivi italiane, o italiane ed europee); si sceglie la metodologia (quali strumenti di analisi usare: quantitativi? Qualitativi? L’uno e l’altro?); si costruisce il campione (tornando al nostro esempio, si censiscono i film nazionali ed europei presenti sulle piattaforme identificate); si procede all’analisi. In relazione a quest’ultimo passo, ovviamente fondamentale, consiglio di prevedere sempre una parte estensiva e una più qualitativa che consentano di mettere al lavoro le diverse sensibilità e metodologie apprese e di avere una più completa cognizione del fenomeno. Tornando a bomba all’esempio della valorizzazione del cinema nazionale ed europeo: si può valutare la quota percentuale che i film autoctoni occupano nel bouquet delle offerte delle piattaforme (parte estensiva) ed esaminare i modi con cui vengono presentati, quali sono gli aspetti che vengono sottolineati nelle schede di presentazione dei film – per esempio, si insiste sul carattere autorale dell’operta, etc (parte intensiva).

Oltre al suggerimento pratico-operativo, vi vorrei lasciare con un consiglio da ‘vecchia zia’: so che si ha fretta di concludere e di entrare nel mondo del lavoro; la tesi magistrale è però un’esperienza formidabile in termini di crescita personale e professionale:  vi dà l’opportunità di cimentarvi con un problema, scegliendo fra le competenze che avete maturato, quelle più adatte: quindi esercita le vostre capacità di problem solving; vi consente di maturare una conoscenze altamente specialistica in un ambito, spendibile in modo immediato in fase di placement; vi offre l’opportunità di presentare il vostro lavoro e di presentare voi stessi a una commissione di esperti, mettendo così alla prova anche la vostra capacità di public speaking; ma vi permette anche di mettere a fuoco i vostri limiti e di superarli, con l’aiuto del vostro relatore e dei vostri docenti, prima di entrare nel mondo del lavoro. Insomma un passaggio importante della vostra vita e un punto di partenza prima e più che un punto di arrivo.

Per saperne di più non ci resta altro che aspettare l’uscita della miniserie, e mi raccomando Cimers…niente panico!

CIMOinfo ringrazia la Professoressa Mariagrazia Fanchi

#ciaoCIMO 

 

 

 

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