Oscar 2017, il punto della situazione

Scrivere i pronostici non è mai facile, se poi parliamo degli Oscar e e del fatto che finora solo pochi film sono stati resi disponibili in sala, la cosa inizia a farsi veramente complicata. In ogni caso proverò a cimentarmi in questa piccola analisi.

Prima di tutto esprimo il mio rammarico per la mancata presenza di Split, film che ho sinceramente amato. Sono veramente confusa dall’assenza di McAvoy tra le candidature a Miglior attore protagonista: la sua performance è veramente intensa e ben riuscita, riesce a dare quel “quid” al film che lo rende diverso dai semplici thriller, sebbene la storia scritta e diretta da M. Night Shyamalan (il cui film più famoso è probabilmente Il sesto senso) sia tutt’altro che un “semplice thriller”. Definirei Split il grande assente di questi Oscar.

Al contrario, la grande rivelazione di quest’anno è stata, come ormai tutti sappiamo, La La Land. Personalmente penso sia un bel film ma decisamente sopravvalutato, 14 nomination sono troppe. Sicuramente meritate quella per la Miglior regia a Damien Chazelle, per la Miglior colonna sonora originale e per la Miglior fotografia, ma sono abbastanza scettica su molte altre. Tuttavia La La Land è un film pulito, accattivante e piacevole, con un finale interessante che non ci si aspetta da un film di questo tipo ed è probabilmente ciò che in fin dei conti lo rende speciale. Insomma, non è il solito musical ma una visione moderna del genere che riesce ad accontentare tutte le fasce d’età.

Il diretto concorrente di La La Land alla nomina di Miglior film è Moonlight, regia di Barry Jenkins, che ai Golden Globe si è aggiudicato il titolo di Miglior film drammatico e che uscirà nelle sale italiane il 16 febbraio 2017. Film impegnato e a quanto pare molto denso di contenuti che rispecchiano la società odierna nei suoi aspetti più cupi da un punto di vista giovane e sincero. Moonlight parrebbe proprio agli antipodi rispetto a La La Land, vedremo se si sceglierà di premiare la gioventù felice, sognatrice ed innamorata o quella travagliata ed afflitta dai problemi della vita.

Per quanto riguarda la nomina a Miglior attore protagonista, ho adorato Viggo Mortensen in Captain Fantastic. All’inizio pensavo fosse una pellicola sulla falsariga di Little Miss Sunshine ma si è rivelato una sorpresa. Tuttavia, sono davvero curiosa di vedere la performance di Casey Affleck (satiricamente definito il “talented one” dei fratelli Affleck) in Manchester by the Sea, regia di Kenneth Lonergan, che si è già aggiudicato il Golden Globe come miglior attore in un film drammatico e quindi diretto concorrente di Ryan Gosling alla corsa verso la statuetta.

La lotta pare ardua anche per quanto riguarda la Miglior attrice protagonista: Emma Stone e Isabelle Huppert si sono aggiudicate i Golden Globe rispettivamente per miglior attrice in un film commedia o musicale (La La Land) e miglior attrice in un film drammatico con la sua interpretazione in Elle, che purtroppo in Italia uscirà solo il 23 marzo 2017. In questa categoria si aggiunge anche Meryl Streep, ormai abbonata alle nomination e che ha appena ricevuto il premio alla carriera ai Golden Globe. La sua performance in Florence è veramente degna di nota: un ruolo difficile da interpretare senza scadere nel grottesco, nel banale o nella commediola spicciola, rischio da cui Meryl Streep ha saputo tenersi alla larga eseguendo una performance brillante e sopra le righe, riuscendo a dare una nota di fermezza e sicurezza anche ad un personaggio fragile e un po’ naïf quale Florence.

La La Land parrebbe in testa in queste principali categorie (Miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista e miglior attrice protagonista), ma spero vivamente che si possa lasciare spazio anche ad altri film ed interpreti perché pensare che Hitchcock non abbia mai vinto un Oscar in tutta la sua carriera e che La La Land potrebbe vincerne addirittura 14 mi toglie un po’ il respiro.

Vorrei menzionare anche un film che adoro particolarmente, The Lobster di Yorgos Lanthimos, nominato per la Miglior sceneggiatura originale. Non me lo aspettavo, l’anno scorso questo film è (ingiustamente) passato un po’ in sordina e secondo me meritava anche una nomina per la miglior fotografia.

Come rappresentate dello stivale quest’anno abbiamo Fuocoammare di Gianfranco Rosi, nominato come Miglior film documentario e già riconosciuto vincitore per la stessa categoria agli European Film Awards.

Insomma, quest’anno non ci sono tutte le aspettative e le scommesse dell’anno scorso quando (finalmente) Leonardo di Caprio è riuscito a vincere l’agognata statuetta, la situazione sembra abbastanza “piatta”, con un film che intimidisce tutti e la fa da padrone, ma le sorprese non finiscono mai.

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