“Ad yourself a Merry Little Christmas”

Puoi cercare di sfuggirle, di evitarla, di ignorarla. Puoi persino credere che non abbia alcun potere su di te, che le tue scelte siano pienamente autonome. E in quest’ultimo mese dell’anno all’insegna di buoni sentimenti e vin brûlé, tu puoi convincerti di esserle indifferente. Continui a negare  facendo uso di quella formula appresa alle elementari che suona un po’ come: “Io con quella? Mai!” E se quella volta sei stato così bravo e coerente , questa volta a lei: la pubblicità a tema natalizio, non puoi sottrarti e, lasciando a casa remore e dubbi, devi abbandonarti al suo appeal.

A Dicembre il panorama televisivo, i mondi dell’online e dell’offline vengono invasi da commercials sempre più creativi e addestrati a pizzicare anche le corde dei più Grinch tra le file dell’audience.

Quindi, avete presente quella tazza di vin brûlé? Ora tagliatevi una fetta di pandoro e godetevi la nostra playlist degli spot sotto l’albero più efficaci e strappalacrime degli ultimi tempi.

Per la categoria “grandi nostalgici” Coca Cola ripropone lo spot evergreen anni ’90 che vede il camion zeppo di lucine arrivare in città. Il momento rappresentato in “Holidays are coming” è condito dall’esperienza offline per l’utente:“Find the truck” , che vede il vero furgone itinerante per le città del Regno Unito.

Per i bambini sui quali non fa più presa il coro di infanti che inneggia al pandoro Bauli, sono stati realizzati dei veri e propri cortometraggi d’animazione. Sainsbury’s, celebre catena di supermercati britannici, negli spot dicembrini degli ultimi due anni ha utilizzato la digital animation, in maniera integrale o complementare, per mettere in scena nel 2015 l’avventura sventurata di “Mog the cat”, e nel 2016 il musical “The greatest gift is me” dove un padre indaffarato si destreggia tra lavoro e famiglia.

A questo trend si accoda la campagna dell’aeroporto londinese di Heathrow, luogo protagonista del classico film natalizio “Love Actually”(2003), che rimarcava, fin dalle prime battute come l’amore fosse dappertutto, in particolare nell’area arrivi dell’aeroporto. Questo stesso concetto viene rimaneggiato e riproposto nello spot “Coming home for Christmas” che segue due orsi di peluche farsi largo tra i viaggiatori con l’intento di ricongiungersi ai propri cari.

Tra i più attesi e temuti ci sono loro: i commercials che fanno piangere a dirotto (almeno internamente) e sentire in colpa. Impossibile scordare la campagna del 2015 promossa dal supermercato tedesco Edeka con in primo piano un nonno in solitudine durante le feste che inscena il suo stesso decesso per portare figli e nipoti a godersi il pranzo di Natale in sua compagnia. Nel 2016 si palesa la scelta del brand di capovolgere il punto di vista e dare voce ai bambini desiderosi dell’attenzione dei propri genitori.

Poiché lo spot del nonno fu protagonista di un ping pong di condivisioni, nel 2016 un’azienda polacca di aste riutilizza furbescamente lo stesso espediente nella creazione di una clip che conta già quasi dieci milioni di visualizzazioni su Youtube: “English for beginners dove troviamo la tenerezza di un uomo anziano, post it ovunque con le parole in inglese che apprende e un nipote che vive lontano.

Le varie creazioni sono spesso frutto di collaborazioni. “Come together”, spot H&M del 2016 rende felici e lieti I fan del buon cinema, dei colori pastello e di Wes Anderson, il  tutto girato all’interno di un treno in corsa con il capostazione che tutti vorremmo: Adrien Brody.

Forse ritrovare ogni anno delle microstorie su viaggi, bambini e famiglia potrebbe risultare scontato o banale. O forse, fare un tuffo nella comfort zone è esattamente la spinta che ognuno ha bisogno prima di ricomporsi, scrollarsi le briciole del pandoro e tuffarsi nell’anno nuovo.

CIMOreporter – Martina Ibba

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