#1 CASESTUDYCIMO: Un’Europa più social è un’Europa più vicina

Parte il primo articolo per la sezione CaseStudyCIMO , ideata dalla CIMER Chiara Fontana.  Il primo caso lo indaga Laura Facchin, (CIMER sull’uso che l’Unione Europea fa dei social network. Dateci un’occhiata!

Come l’Unione Europea sta usando i social network per ricostruire la sua legittimità.

L’Unione Europa, quale organismo politico atipico, ha dovuto lavorare sulla sua “legittimità” fin dalla sua costituzione nel 1993, data dell’entrata in vigore del trattato di Maastricht. La legittimità è un fattore essenziale per un’istituzione sovranazionale: è necessario che i cittadini degli stati membri siano coscienti del fatto che alcuni loro interessi saranno tutelati meglio da tale istituzione rispetto che dalla loro nazione, in questo modo la sosterranno e ne diventeranno la linfa vitale. L’integrazione europea però ha applicato inizialmente una politica sbagliata, basandosi soprattutto su negoziati intergovernativi, appoggiandosi alla “legittimità degli stati membri”, e non invece perseguendo la creazione di una sua propria legittimità tramite il legame diretto con i cittadini. È sulla mancanza di questo legame con il popolo che fanno leva i partiti antieuropeisti. L’euroscetticismo crescente viene fomentato da crisi sempre più intense di cui si può forse individuare l’inizio in quella finanziaria della Grecia nel 2015, passando poi per quella politica della “Brexit”, arrivando a quella, costante, dei migranti.

Ma l’Unione Europea ha deciso di reagire.

Ne è un esempio ciò che sta facendo il Parlamento Europeo, l’unico organo europeo direttamente eletto dai cittadini dell’unione e nel quale essi hanno dimostrato di avere maggiore fiducia. Per diminuire la distanza con i suoi elettori, questa istituzione ha iniziato a usare lo strumento da loro più utilizzato: i social network. Sulla home page del loro sito istituzionale si trovano infatti otto icone che reindirizzano ad altrettanti profili social, quali Facebook, Snapchat, Twitter, Instagram, Pinterest, LinkedIn, Youtube, Flickr. Il numero di follower varia in base al social di riferimento: Instagram ne conta 53.500, LinkedIn 29.676, YouTube 24.400, Flirk 2.100 e Twitter 116.000 solo per l’account italiano (solo su questo social network, infatti, il Parlamento Europeo ha diverse pagine in base alla lingua utilizzata).

L’account di maggiore successo è quello su Facebook, con ben 2.137.882 “mi piace”. In questa pagina istituzionale gli utenti possono quotidianamente essere aggiornati sugli argomenti in discussione al parlamento, sul funzionamento dell’organo, e su giornate particolarmente importanti. Il “tone of voice” è colloquiale, semplice e diretto, si cerca sempre di coinvolgere l’utente chiedendogli di lasciare la sua opinione o fare proposte personali sui temi in questione. Per attirare maggiormente l’attenzione vengono pubblicati anche post divertenti, con una netta preferenza per gif animate (un trend che dopo aver conquistato Twitter sta invadendo anche Facebook). L’engagement medio dei post è molto elevato, il numero di “People talking about this” si aggira intorno a 79.000. La media di like per post è attorno ai 300, ma si raggiungono dei picchi per contenuti particolarmente coinvolgenti o temi molto sentiti, come il post su Nadia Murad and Lamiya Aji Bashar vincitrici del Sakharov Prize 2016. A sinistra della pagina si possono trovare tutte le informazioni relative all’istituzione: da un virtual tour nella loro sede centrale, agli eventi in programma, ad una sezione in cui vi sono tutti i membri del Parlamento ed il collegamento diretto alle loro pagine/profili Facebook, etc. L’ultima trovata del Parlamento Europeo per coinvolgere i follower è stata la creazione di un contest dal nome: “Become our Facebook editor for a day”. Il post “pinned” sulla home rinvia ad una pagina dedicata all’evento, in cui gli utenti sono invitati a caricare un video sul perché dovrebbero essere scelti per diventare “editor della pagina per un giorno”, una vera e propria call to action. Il post ha raccolto ben 2.000 like, 321 condivisioni e 140 commenti, ma nella pagina dell’evento appaiono solo 79 partecipazioni (non tutte includono il video necessario per partecipare). I vincitori, oltre a diventare editor della pagina, vinceranno un viaggio di tre giorni a Strasburgo e potranno partecipare a tutte le attività del Parlamento. I tre fortunati verranno scelti fra i 10 video postati che hanno ottenuto il maggior numero di like. Un’ottima trovata per spingere gli utenti a coinvolgere i loro amici nell’iniziativa e per estendere la conoscenza della pagina e della sua vicinanza ai cittadini.

Ad oggi l’unica certezza in ambito europeo è che la semplice democrazia rappresentativa non può funzionare, e che il coinvolgimento dei cittadini in ogni fase decisionale è sempre più importante. Sarà interessante vedere i prossimi sviluppi di tale coinvolgimento tramite i social network.

CIMOreporter – Laura Facchin

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