SCOPRIRE L’EUROPA ATTRAVERSO IL TEATRO

Esiste un’identità europea che ha radici molto antiche che risiedono nella cultura artistica, poetica e teatrale. Pensiamo all’Europa come ad una realtà moderna ma le sue origini risiedono nel passato. Queste sono le premesse del ciclo di seminari “L’identità europea attraverso la cultura teatrale” che cercano di indagare il rapporto che diversi autori del passato hanno avuto con una dimensione europea.  Che cosa vuol dire parlare di Europa attraverso il teatro?

Pensiamo al Grand Tour, ovvero al viaggio di conoscenza che veniva compiuto dai giovani aristocratici alla scoperta dei luoghi più importanti e suggestivi dell’antichità. Il Grand Tour ha favorito il collegamento, il legame e la conoscenza tra le diverse culture. Si potrebbe affermare che l’idea di Europa si sia costruita attraverso una minoranza che potendo viaggiare ha permesso uno scambio di sapere legato alla cultura nelle sue diverse accezioni. Quindi anche del teatro.
Proprio in questo scenario si innesta la personalità cosmopolita del Settecentesco Vittorio Alfieri, drammaturgo, poeta e scrittore che ha compiuto viaggi in capitali come Parigi, Olanda, Inghilterra, Austria, Prussia, Danimarca, Svezia e Russia.

Laura Peja all’interno del ciclo di seminari – organizzato da CIT – ha tenuto una lezione su “La Tragedia Alfieriana” in cui ha delineato la figura complessa di Vittorio Alfieri. Figura su cui ci si è interrogati molto non solo per il lavoro poetico ma anche per il suo legame con l’ Europa. Nella tragedia di Alfieri c’è un legame forte con il teatro antico ma anche con il teatro europeo che tante volte sembra sminuire ma da cui invece riprende suggestioni guardando ad autori come Shakespeare, Racine e Voltaire.
Come ha sottolineato la docente sicuramente Alfieri è stato contaminato da tutti i viaggi che ha compiuto, preludio di svolte significative per la sua poetica, e ne ha saputo far tesoro sviluppando ed elaborando un suo pensiero.
Questo pensiero è visibile sia nelle sue idee politiche che nella sue idee di rinnovamento della tragedia.
Le idee politiche riguardano le vicende italiane ma anche europee di quegli anni, pensiamo alla rivoluzione francese. Alfieri promuove la liberazione dalla tirannia e un ideale puro di libertà che non si compromette con le istituzioni. Opere come il Misogallo che  nasce dal suo impetuoso confronto e spesso  scontro con la realtà circostante, compresa quella della rivoluzione francese
Il rinnovamento della tragedia parte sempre da un orientamento classico ma l’aspetto su cui insiste è la critica verso certi valori della tragedia classica francese che utilizza uno stile eccessivamente melodioso a cui Alfieri contrappone uno stile energico.
Sottolinea come il forte sentire sia il primo elemento richiesto per scrivere tragedie, inoltre c’è un forte interesse per il tema degli attori professionisti: in Europa si sentiva l’esigenza di fare una riforma sul modo di recitare degli attori, come formarli. Anche Alfieri – che in diverse occasioni si dedica in prima persona alla messa in scena non professionistica delle sue opere- se la prende spesso con gli attori professionisti che rappresentano le sue opere in modo non adeguato o in modo differente da come egli le aveva pensate. Alfieri comunque tiene sempre presente la dimensione performativa quando scrive le sue tragedie. Tra le sue tragedie più importanti ricordiamo Saul, La Virginia e Bruto Primo.

Giulia Ottaiano

 

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