VEDERE LA MUSICA: dal suono all’immagine. I miracoli di Ennio Morricone.

La nostra CIMOreporter Lucrezia Savino, esperta in musica, in vista degli OSCAR 2016 ci racconta  la musica del maestro Ennio Morricone. #specialeOscar. Buona Lettura!

La musica nasce da un altrove non bene identificato. […] aiuta a rendere evidente quello che si dice, quello che si vede e quello che non è espresso esplicitamente nell’opera cinematografica.

Così racconta il maestro Ennio Morricone da me intervistato personalmente nella sua abitazione a Roma il 3 aprile 2014. Mi ha accolto in casa come se fossi un membro della sua famiglia a dimostrazione del fatto che i più grandi sono anche i più umili. Ogni sua parola trasudava passione, esperienza, sacrificio e se adesso ho scelto di dedicare la mia vita alla musica lo devo anche a lui e a quell’incontro che non potrò mai dimenticare.

Classe 1928. Occhi vispi e quella gentilezza che solo un uomo di altri tempi può avere.

Basta provare a contattare una di quelle band che va di moda adesso – e che quasi sempre neanche risponde solo perché magari ha un disco d’oro all’attivo – per capire che i tempi sono davvero cambiati e che la musica, quella con la m maiuscola, è in forte declino.

A lui, Morricone, i dischi d’oro fanno solo il solletico. È dal 1965 – anno in cui ha ricevuto il primo Nastro d’Argento per il film di Sergio Leone Per un pugno di dollari – che ritira premi di valore per le sue opere d’arte: le colonne sonore. Nel 2007 ha addirittura ricevuto il premio Oscar alla carriera e tutt’ora si mantiene all’attivo con un Golden Globe e una candidatura all’Oscar per le musiche di The Hateful Eight, il nuovo western di Quentin Tarantino nelle sale d’Italia dal prossimo 4 febbraio 2016.

Compositore e direttore d’orchestra italiano, ha una carriera che include così tanti generi che fanno di lui uno dei più prolifici e versatili musicisti del Novecento, oltre che l’orgoglio della musica italiana all’estero. Ha studiato tromba presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, è stato allievo del grande maestro Goffredo Petrassi, ha lavorato – oltre che per il cinema – nel campo della musica leggera, radiotelevisiva, discografica e si è sempre adattato alle diverse esigenze riuscendo a conciliare le richieste dei committenti con la salvaguardia del suo prodotto artistico dal grosso valore e spessore. Il suo prodotto, con il suo tocco. Perché sì, si può parlare di un vero e proprio “tocco morriconiano” e cioè una musica che non soggiace, ma che si presta al contesto cinematografico. Una musica che ha un motu proprio, che accetta la parabola narrativa del film, ma che si svincola dalle retoriche e dalle sue costrizioni funzionali. Una musica, insomma, che s’ispira a un solo modello: il proprio.

A lui che ha quasi sempre scritto la musica prima della registrazione del film basandosi solo sul copione. A lui che ha sempre saputo sperimentare e ricercare il nuovo, lui che ha saputo accontentare le richieste di una vasta gamma di registi da John Carpenter a Brian de Palma, da Quentin Tarantino a Pasolini, Leone, Tornatore. A lui che ha dedicato la sua intera vita alla musica, lui che ha reso visibile con le note quello che da sole le immagini cinematografiche non riuscivano a comunicare. A lui che è partito dal basso ed è riuscito a portare alto l’onore della musica italiana nel mondo, che ha sempre fatto tutto da solo e con grande umiltà. A lui e solo a lui il ringraziamento più grande per averci fatto emozionare così tante volte e per aver composto delle opere che hanno segnato la storia della musica.

Come scrive sapientemente Vincenzo Mollica nella prefazione del libro di Manuela Dragone intitolato Pura musica pura visione. Ennio Morricone e Giuseppe Tornatore, anche i Grandi Artisti – come i Santi – possono dispensare miracoli. E non c’è nulla di blasfemo in quanto detto perché quando l’arte è vera arriva sempre come un dono che incanta e che sorprende.

Per questo, dice Mollica, con Morricone si può parlare di miracoli, come di qualcosa che ha a che fare con il mistero dell’emozione e che a sua volta ha il dono di far battere il cuore.

Lucrezia Savino

Ringraziamo di cuore Lucrezia per il suo racconto! Stay Tuned per il prossimo #specialeOscar

 

 

Annunci