Si è svolto anche quest’anno il BINF Fashion Show. Arrivato alla sua nona edizione il BINF, Business in Fashion, è un evento organizzato da Davide Gambarotto in occasione della Milano Fashion Week. All’interno della sala del Mib, la tradizione vuole che sfilino stilisti emergenti, individuati da Gambarotto, da presentare alla stampa. Per la Milano Fashion Week 2017 sono 5 i brand individuati.
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ARMANI/SILOS. Il nuovo museo di Re Giorgio
“Ho scelto di chiamarlo Silos perché li venivano conservate le granaglie, materiale per vivere. E, così come il cibo, anche il vestire serve per vivere”. Costruito nel 1950 per la conservazione dei cereali, oggi questo grande spazio di 4500 metri quadrati sito in Via Bergognone, 40 a Milano, che si sviluppa su quattro piani, accoglie una selezione ragionata delle creazioni dello stilista dal 1980 ad oggi (600 abiti e 200 accessori), suddivisa per temi che ne raccontano l’estetica e la storia. Continua a leggere
Passarelle su Snapchat e novità tecnologiche: cosa ci aspetta nel futuro della moda.
Premetto che non sono un’ appasionata di moda e purtroppo so poco di sostenibilità. Ma il nostro corso di laurea magistrale, CIMO, ci spinge ad esplorare nuovi mondi; perciò ho accolto l’invito a partecipare al FashionCamp 2016 , un barcamp di due giorni cui obiettivo è esplorare la moda in tutti i suoi punti di vista, cercando di prevedere un possibile futuro pienamente eco-sostenibile nella produzione dei capi di abbigliamento attraverso nuove tecnologie e tecniche di produzione, o semplicemente comunicando in modo diverso come fanno svariati fashion blogger. La casa di quest’edizione è stata il Talent Garden di Milano , lontano dal traffico di Milano ma al centro dell’innovazione, visto che è incubatrice di numerose start up tra cui la neonata Helpling. Continua a leggere
#APERIMODA. I sogni son desideri
Trascorrete intere giornate in biblioteca o indossando improbabili pigiami? Siete certi che all’esame vi chiederanno esattamente la microscopica nota a pagina 4567 su 4567898 pagine? Si sa, l’università italiana ci richiede di fagocitare tomi e nozioni nella maggior parte dei casi prive di grande utilità pratica.
