“GIVE PEACE A CHANCE”: UNA A FIANCO DELL’UCRAINA

Giovedì 24 Febbraio 2022, la Russia ha dato inizio ad un’operazione militare in Ucraina, invadendo i confini est della nazione e attaccando i porti di Odessa e Mariupol. Da quel giorno, gli equilibri geopolitici internazionali sono stati alterati, così come lo stato d’animo dei cittadini europei e del mondo.

Continua a leggere

SPAZIO E CINEMA: DUE MONDI SEMPRE PIÙ VICINI

Il 12 aprile 1961 avvenne il primo viaggio dell’uomo nello spazio, inviato dall’Unione Sovietica. Ancora oggi, dopo 61 anni, il tema ci affascina e continua ad arricchire la produzione cinematografica, tanto da arrivare ad unire i due mondi, e girare un film direttamente nello spazio.

Continua a leggere

LA LEGITTIMA AREA DI COMPETENZA DI MARCA: IL CASO BURGER KING

E se una marca rimuovesse dal mercato il suo punto forte, come reagirebbero i suoi consumatori?

Il legittimo territorio di competenza della marca è quello spazio in cui il brand è legittimato ad operare secondo le aspettative del consumatore. Uno dei primi casi in cui le marche hanno utilizzato reazioni spontanee dei consumatori per studiare la propria area di legittimità è quello di Burger King.

Continua a leggere

MAID: LA STORIA COMMOVENTE DI UNA MADRE CHE LOTTA PER LA FIGLIA

MAID è una serie tv di Netflix andata in onda dal 1° Ottobre 2021 ed ideata da Molly Smith Metzler, ispirandosi all’autobiografia Hard Work, Low Pay, and a Mother’s Will to Survive di Stephanie Land.
Una storia che mette in luce le difficoltà di una giovane madre che cerca di garantire un futuro alla figlia e a sé stessa.

La miniserie si sviluppa attorno a dieci episodi da circa un’ora, in cui si racconta la storia di Alex (Margaret Qualley), una giovane madre single e aspirante scrittrice che vive a Port Hampstead. Alex lavora come donna delle pulizie presso l’impresa Value Maids, dopo essere scappata, insieme alla figlia, da Sean (Nick Robinson), il suo fidanzato alcolizzato e violento, nonché padre della piccola Maddy.

La serie ha un carattere notevolmente drammatico, in quanto mostra come Alex, dopo essere fuggita dall’ex fidanzato, faccia di tutto per non rimanere senza casa, senza lavoro, nella speranza di assicurare alla figlia Maddy una vita migliore della sua, nonostante il duro lavoro e la paga bassa.

Purtroppo, non potrà che contare unicamente sulle sue forze, senza ricevere alcun supporto, in quanto proveniente da un nucleo famigliare inaffidabile e disfunzionale, composto dalla madre Paula (Andie MacDowell), una sedicente artista con un disturbo bipolare non diagnosticato che le creerà preoccupazioni ulteriori, e dal padre, assente e con un passato violento.

Nonostante le premesse appena fatte, l’ultimo episodio si conclude in una maniera più che positiva; Alex riesce ad ottenere la completa custodia della figlia e dopo essere stata ammessa all’università di scrittura, decide di trasferirsi in Montana, per ricominciare una nuova vita con Maddy. Il lieto fine di Maid vuole promuovere il talento, che è impossibilitato a fuoriuscire in un ambiente senza opportunità.

La figura di Alex vuole essere un’esplorazione diretta, cruda e motivante della resilienza che può dimostrare una madre, pur di garantire un futuro sano alla figlia. Una donna disperata, ma determinata, che ha potuto contare solo su sé stessa e sulle proprie forze, anche economiche.

Ciononostante, questa serie vuole rivelare anche i background della vita professionale e privata delle collaboratrici domestiche, pagate pochissimo per un lavoro durissimo.

Palese è il richiamo ai temi attuali della violenza di genere e della povertà, della vita da ragazza-madre, dei disturbi psichiatrici e dell’abuso di potere. Maid è una serie che mette davanti a una realtà che ci sforziamo di non riconoscere, come la tendenza della società odierna di radicare nelle vittime il dubbio sulle violenze subite, fino a fargliele rinnegare, impedendone la denuncia. Alex, infatti, non è in grado di chiamare ciò che ha subito con il proprio nome, ovvero violenza, tant’è che tentenna parecchie volte, prima di allontanarsi dal suo abusatore.

Una storia drammatica e reale, che vuole essere una vera e propria denuncia sociale, verso le ingiustizie e le violenze nei confronti di chi apparentemente è più debole e svantaggiato.

Isabella Migliora

ENGAGEMENT: COS’È E COME RICONOSCERLO

Sentiamo spesso parlare di engagement in tutte le salse, ma qual è il suo vero significato? Come possiamo riconoscerlo nella folla di costrutti “markettari” di cui siamo bombardati? Riguarda il mittente (brand, influencer, ecc.) o il destinatario (il consumatore)?

Continua a leggere

COME AVERE UN PROFILO ALL-STAR SU LINKEDIN: CE LO SPIEGA NEXTOPP

Giovedì 25 novembre gli studenti del primo anno di CIMO hanno potuto partecipare ad un incontro con Nextopp, una nuovissima società tutta al femminile che, da un lato, si occupa di ricerca e selezione del personale (Nextopp Recruiting), e dall’altro si propone come la prima piattaforma di corsi on demand per la ricerca del lavoro (Nextopp Learning).

Continua a leggere

CARE PIATTAFORME… LETTERA APERTA AI BIG DEL TECH IN OCCASIONE DI COP26

Tra il 31 ottobre e il 12 novembre si è tenuta a Glasgow la COP26, cioè la 26sima edizione della Conference of the Parties. I paesi che hanno firmato la Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici nel 1994 si sono riuniti in un summit globale su come affrontarli oggi. 

Continua a leggere

DISCUSSIONI ONLINE: ECCO COME SCHOPENHAUER PUÒ VENIRE IN NOSTRO AIUTO

Quante volte ti è capitato di imbatterti, sotto post tuoi o altrui, in discussioni con personaggi particolarmente incaponiti sulle proprie idee, in una “lotta alla ragione”?

Continua a leggere

COP26: L’IMPEGNO DEI SOCIAL

L’evento di Glasgow (1-12 novembre 2021) rivela la sua importanza non solo per la lotta ai cambiamenti climatici, ma anche per la mobilitazione ad opera dei social media per bloccare le fake news circolanti in rete, che rischiano di diventare estremamente virali proprio per la concentrazione dell’attenzione su questa conferenza, chiamata appunto “Conferenza delle Parti”.

Continua a leggere

GUCCI IS FULL OF LOVE

Non è sempre semplice spiegare, a chi non bazzica frequentemente gli ambienti della moda, che, oltre ai capi, c’è sempre molto di più. Che anzi, è il concetto che sta dietro un abito ad essere più importante dell’abito stesso, poiché l’abito senza il concetto è solo un pezzo di stoffa. 

Alessandro Michele non ha paura di sbattercelo in faccia, di forzarci al confronto con i nostri desideri più intimi e primitivi, di rivendicare un mondo fatto di amore e di libertà a 360°, ma non ci saremmo aspettati niente di diverso da lui. 

Continua a leggere