PROFESSIONISTI O PERFORMER? L’ERA DELL’INFLUENCER CREEPING

Oggi l’influencer creeping riscrive le regole del lavoro. Esperti e professionisti scelgono di raccontarsi online per restare competitivi in un mercato dominato dalla logica dell’engagement.

Il prestigio professionale attraversa oggi una fase di profonda trasformazione mediale. Non basta più possedere una competenza solida; è necessario anche saperla narrare secondo i canoni dei social media.

Questo processo è ciò che la ricercatrice Sophie Bishop definisce influencer creeping, ovvero l’adozione di linguaggi tipici dei creator da parte di figure professionali e istituzionali. La competenza si evolve così da valore statico a contenuto dinamico, capace di adattarsi ai ritmi degli algoritmi per mantenere alta l’attenzione del pubblico.

IL CASO DELLA SANITÀ: TRA DIVULGAZIONE E PRIVACY

Prendiamo il settore sanitario, uno degli esempi più interessanti di questa integrazione tra professione e personal branding. Molti medici scelgono oggi di utilizzare TikTok per fare divulgazione, sintetizzando temi complessi in video rapidi e accessibili.

Se da un lato questo approccio democratizza l’informazione medica, dall’altro solleva sfide non banali sulla gestione della privacy. Il rischio è che la realtà clinica venga percepita come “fodder”, ovvero materiale narrativo utile solo a sostenere la visibilità del profilo. Trovare un equilibrio tra la necessità di informare e il rispetto della sensibilità del paziente è diventato ormai un pilastro della nuova deontologia digitale.

IL MANAGEMENT SU LINKEDIN E AUTHENTICITY PERFORMANCE

Spostandoci nell’ambito del management, la mutazione è ancora più evidente, ad esempio, su LinkedIn. La piattaforma ha abbandonato il rigore dei curricula asettici per aprirsi a racconti decisamente più personali, dove la fragilità diventa un valore aggiunto. Si parla spesso di authenticity performance per descrivere la tendenza di molti CEO a condividere fallimenti o momenti di crisi.

Questa scelta risponde alla consapevolezza che l’algoritmo premia i contenuti capaci di generare una connessione emotiva immediata. La vulnerabilità, un tempo protetta dalla sfera privata, viene oggi integrata strategicamente nel racconto professionale per costruire un legame di fiducia con la propria rete.

DAL “SAPERE” AL “FAR VEDERE DI SAPERE”

Questa tendenza suggerisce che siamo passati bruscamente dal valore del «sapere» alla necessità del «far vedere di sapere». La professionalità non scompare, ma si arricchisce di una dimensione legata allo storytelling che richiede abilità comunicative inedite.

Osservare questi cambiamenti con sguardo critico è fondamentale per imparare a governare i nuovi canali senza smarrire la sostanza del messaggio. Il confine tra essere un esperto che utilizza i media e diventare un performer che insegue i trend è diventato sottile e richiede una costante analisi.

L’influencer creeping non rappresenta necessariamente un declino della qualità, ma una ridefinizione dell’identità lavorativa contemporanea. La sfida per i professionisti consiste nel presidiare lo spazio digitale preservando una credibilità che vada oltre la logica dei like. La vera distinzione oggi risiede nella capacità di comunicare con efficacia la propria sostanza, integrando la performance senza lasciarsi assorbire totalmente dalle dinamiche dello spettacolo.

Silvia Triolo