Il 24 aprile ALMED ha ospitato Simone Palmeri dell’agenzia Utopia, per un’interessante lezione aperta sul ruolo dell’account manager e su come si realizzano campagne che sembrano impossibili.
Nell’ambito del Percorso Junior – Account Management promosso da ALMED (Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore), il Master in Account e Sales Management e UNA (Aziende della Comunicazione Unite), lo scorso 24 aprile si è tenuta una lezione aperta con Simone Palmeri, Account Manager di Utopia.
L’incontro, coordinato dalla Prof.ssa Patrizia Musso, direttrice didattica del Master in Account e Sales Management, ha offerto agli studenti un’introduzione concreta al ruolo dell’Account Manager in un’agenzia creativa. Il filo conduttore della lezione è stato uno solo: come rendere possibile anche ciò che sembra impossibile.
UTOPIA E LA FILOSOFIA DEL PROGETTO IMPOSSIBILE
Utopia nasce con un obiettivo preciso: dare vita alle campagne che le altre agenzie non osano nemmeno proporre. Il punto di partenza non è la fattibilità tecnica, ma la potenza dell’idea. Quando un brief arriva in agenzia, il primo filtro non è «si può fare?» ma «vale la pena farlo?».
La vera differenza di Utopia sta nella capacità di dialogare tra team interno e cliente per trasformare le idee più ambiziose in progetti concreti, senza perderne la radicalità lungo la strada. Questo processo richiede un ascolto profondo del cliente, la costruzione di fiducia reciproca e la disponibilità a esplorare strade che altri considererebbero impraticabili.
Non si tratta di creatività fine a sé stessa: ogni «follia» deve rispondere a un obiettivo di comunicazione preciso e misurabile. Il brief, paradossalmente, è spesso molto semplice. È l’esecuzione che diventa straordinaria.
IL PALAZZO CONGELATO: UN CASO CONCRETO
A illustrare questa filosofia, il Dott. Palmeri ha portato il caso realizzato per E.ON: un’installazione urbana capace di far sembrare congelato un intero palazzo. Un effetto visivo potente, ottenuto mixando elementi reali e finzione, pensato per generare stupore immediato nelle persone di passaggio.
Per realizzarlo, l’agenzia ha assunto un casting di attori che simulavano il pronto intervento dei pompieri e delle persone da soccorrere, in modo da rendere più credibile possibile l’iniziativa. È un dettaglio che racconta molto: il progetto non coinvolge infatti solo il cliente e il team creativo, ma richiede di gestire relazioni e aspettative con persone esterne all’equazione originale.
L’empatia, in questo senso, non è un valore dichiarato ma uno strumento operativo. Ed è esattamente il tipo di sfida per cui Utopia è nata.
LE TRE FASI DEL LAVORO DI ACCOUNT
Simone Palmeri ha strutturato il processo creativo in tre momenti distinti.
Il primo è l’ascolto attivo: è la necessità di parlare con il cliente per estrarre insight reali, non percepiti. Il secondo, invece, è l’empatia strategica, cioè la capacità di comprendere i vincoli e le aspettative di ogni interlocutore prima di proporre soluzioni. Il terzo, infine, è il framing esecutivo, che consente di tradurre la visione in un piano d’azione condiviso.
Quindi l’account non appare solo come un intermediario, ma è la figura che garantisce a ogni professionista del team le informazioni necessarie per lavorare bene.
LA STRUTTURA SETTIMANALE
La settimana è organizzata con una logica precisa, volta a ottimizzare il flusso di lavoro e la qualità dell’output.
Generalmente, il lunedì mattina è dedicato al confronto con il cliente, il mercoledì all’operatività, mentre giovedì e venerdì sono giorni di lavoro puro, senza riunioni.
Quando un progetto coinvolge più agenzie, invece, il martedì diventa il giorno dell’allineamento multi-partner: prima una riunione tra le sole agenzie, poi una con il cliente.
TOOL, METODI E LA SFIDA FINALE
Sul piano degli strumenti, Simone Palmeri ha mostrato come un semplice file Excel o Google Fogli possa diventare il centro di controllo di un progetto complesso. Infatti, una mappatura ben organizzata delle esigenze per priorità, canale, stato e timing è alla base di qualsiasi gestione efficace del lavoro in agenzia. A questo si affianca lo schema Gantt, che permette di visualizzare l’intera timeline di progetto in un colpo d’occhio.
La lezione si è conclusa con il lancio di una sfida pratica: applicare quanto appreso in un contesto simulato. Gli studenti hanno quindi potuto trasformare la teoria in esperienza, agendo esattamente come la filosofia di Utopia insegna.
Giulia Ghizzoni e Valeria Piazzolla
