Negli ultimi decenni, il self-branding ha assunto un ruolo sempre più rilevante nella società contemporanea, influenzando anche il mondo della politica. Un esempio di eccezionale successo nel campo del self-branding politico è quello dell’ex presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, che con la sua personalità carismatica, il suo stile di comunicazione provocatorio e l’uso strategico dei media, è riuscito a costruire un marchio politico unico nel suo genere, diventando un fenomeno culturale e una figura di spicco nel panorama politico mondiale.
Prima di intraprendere la carriera politica, Donald Trump è stato un imprenditore di successo nel settore immobiliare. Sin dall’inizio ha compreso l’importanza di costruire e promuovere il proprio marchio personale, e ha utilizzato il suo nome come una sorta di logo che rappresenta successo, ricchezza e potere. Inoltre, la sua notorietà è dovuta anche a numerose apparizioni all’interno di film e serie televisive, in cui spesso rappresentava se stesso e i suoi valori.
Questo brand personale gli ha permesso di diventare un punto di riferimento per la working class americana bianca e nazionalista, fondamentale per la sua ascesa politica.
Una volta entrato in politica, Trump si è subito contraddistinto per il suo stile comunicativo diretto, provocatorio e controverso, che ha attirato l’attenzione di molti generando un’enorme copertura mediatica. Da subito si è opposto ai media tradizionali e all’establishment politico, auto proclamandosi l’unica fonte affidabile, e spingendo i suoi seguaci ad ascoltare solo la sua voce.
Trump ha infatti dimostrato un’abilità straordinaria nell’utilizzo dei social media come strumento di self-promotion e di comunicazione politica. Attraverso il suo account Twitter, ha raggiunto milioni di seguaci, generando dibattiti e comunicando direttamente con la sua base di sostenitori.
Trump è riuscito a costruire un’immagine di sé stesso come un outsider politico, sincero e autentico (anche nella sua ignoranza), un anti-establishment che sfidava le convenzioni e le élite. Questa narrazione ha reso Trump attraente per molti e ha contribuito alla sua popolarità. I suoi sostenitori vedevano in lui un leader che rompeva con le vecchie dinamiche politiche, portando una ventata di freschezza e cambiamento.
Il self-branding politico di Trump ha portato indubbiamente a un notevole successo nella sua campagna elettorale e nel suo mandato presidenziale. Tuttavia, ha anche suscitato numerose critiche. Molti accusano Trump di aver manipolato l’opinione pubblica attraverso mezzi scorretti e di aver sfruttato la politica per interessi personali. La sua enfasi sulla promozione del suo brand personale ha spesso preso il sopravvento sulle questioni politiche di fondo.
Donald Trump rappresenta un esempio straordinario di come il self-branding politico possa influenzare il panorama politico moderno. La sua abilità nel costruire un marchio personale distintivo, la sua personalità carismatica e l’uso strategico dei social media gli hanno permesso di raggiungere un’enorme base di sostenitori e di influenzare l’agenda politica. Tuttavia, l’approccio di Trump ha anche sollevato dubbi sul ruolo del self-branding nella politica contemporanea e sulla distinzione tra promozione personale e interesse pubblico. La sua esperienza ci invita a riflettere sull’importanza dell’integrità e della responsabilità nella politica e nella costruzione del proprio marchio personale.
Pietro Tondelli
