QUANDO REPUTAZIONE E CARRIERA NEL CINEMA VANNO DI PARI PASSO

Cosa determina il successo al botteghino di un film? Tra i fattori più importanti troviamo sicuramente il plot e il genere cinematografico del film, così come il budget di produzione, il periodo di uscita al cinema e le recensioni della critica e del pubblico. Ma quanto è determinante la presenza di attori e attrici conosciuti? Questo fattore, chiamato “star power”, consiste nel contributo che un attore o un’attrice apporta al successo economico del prodotto, grazie alla bravura nella recitazione ma anche attirando l’attenzione delle audience e dei fan.

Emerge quindi che la reputazione degli interpreti, diventata una vera leva promozionale, è sempre più importante all’interno dell’industria cinematografica; in particolare nell’epoca dei social e della condivisione, in cui ogni dettaglio della vita privata delle celebrità è sotto agli occhi di tutti e può condizionare l’opinione pubblica e, di conseguenza, la posizione delle case di produzione.

Un esempio recentissimo di cui non si può evitare di fare menzione è la vicenda che ha visto protagonisti Johnny Depp e la Warner Bros. È noto a tutti che l’attore hollywoodiano dal 2016 sia coinvolto in battaglie legali con l’ex moglie Amber Heard in seguito alle accuse di violenza domestica mosse dalla donna nei suoi confronti. Nonostante le accuse avessero sì sortito un effetto negativo sulla sua reputazione, a livello di carriera inizialmente Depp fu comunque scritturato per il ruolo di Grindelwald nei film della saga di Animali fantastici. Tuttavia, dopo che l’Alta Corte di Londra respinse la denuncia per diffamazione dell’attore hollywoodiano contro il tabloid The Sun (che lo aveva accusato di violenza domestica), Depp venne escluso dal cast del terzo film della saga, I segreti di Silente.

Gli attori sono solitamente protetti dal rischio di licenziamento a meno che non siano presentate accuse penali nei loro confronti. La causa con The Sun, essendo civile, non rese possibile il licenziamento, quindi a Johnny Depp fu garantito lo stipendio ma gli venne chiesto di dimettersi. Secondo l’ex agente di Depp Christian Carino, la vicenda fu “una questione di copertura mediatica. Il pubblico non vuole sapere che le persone che vedono sullo schermo sono coinvolte in vicende legali”.

Altro caso recente in cui la reputazione di un attore e le vicende fuori dal set possono influenzare (in negativo) le decisioni delle case di produzione, è quello di Ezra Miller e, ancora una volta, la Warner Bros. La condotta di Miller, star del cinecomic DCEU The Flash e protagonista di numerosi problemi con la giustizia, ha fatto finora ipotizzare addirittura la cancellazione del film e la sua mancata distribuzione. Per arginare il problema, l’attore ha dichiarato pubblicamente la sua volontà di cercare aiuti adeguati per i suoi problemi psicologici e di intraprendere una terapia. Solo il tempo dirà se questa mossa sarà stata sufficiente, mentre The Flash per il momento è programmato per sbarcare al cinema il 23 giugno 2023.

Chiara Mascitti