TATUAGGI SBAGLIATI E DUOLINGO: LA CAMPAGNA #TATTOODUOOVER

Chi è in cerca di un metodo veloce e divertente per imparare le lingue tramite smartphone sicuramente conoscerà Duolingo, l’app educativa più scaricata su Playstore, famosa per la sua mascotte, il gufo verde Duo.

L’applicazione è celebre per le continue notifiche ironicamente aggressive che invia ai suoi utenti quando restano inattivi per un po’ di giorni. Questa strategia ha scatenato una serie di meme in cui il gufo perseguitava gli users minacciandoli di rapire la loro famiglia o in cui pronunciava frasi come «Spanish or vanish».

Queste parole nello specifico sono diventate anche il titolo di uno dei giochi ufficiali rilasciati da Duolingo nel metaverso. Nel gioco in questione, l’utente deve guidare il proprio avatar attraverso un labirinto raccogliendo gli oggetti indicati in spagnolo mentre viene rincorso dal famoso gufo. Il brand è inoltre la prima piattaforma per l’apprendimento linguistico ad essere presente in due spazi virtuali: Decentraland e Roblox. Su quest’ultimo gli sviluppatori sono incoraggiati a costruire un loro gioco e 20 di questi sono ora disponibili per essere giocati sullo spazio di Duolingo da chiunque.

La campagna che è al centro di questo articolo però non riguarda il metaverso, ma i tatuaggi.

Abbiamo tutti almeno un amico che per sembrare esotico ed intellettuale si è tatuato una parola o addirittura una frase in cinese o in arabo o in qualche altra lingua sconosciuta ai più in Europa. E immagino che anche voi, guardandolo tutto fiero del proprio tatuaggio, vi siate chiesti se il significato fosse davvero quello che credeva o se il tatuatore non si fosse preso qualche libertà. È da situazioni come queste che nasce la campagna di Duolingo. L’azienda, infatti, in occasione della giornata mondiale dei tatuaggi, ha lanciato un’iniziativa in cui chiedeva agli utenti di postare sui social la foto del proprio tatuaggio utilizzando l’hashtag #tattooduoover – per i più riservati era possibile mandare la foto anche tramite mail.  L’azienda si occupava di fornire una traduzione accurata del tatuaggio e se davvero c’era stato un errore nella traduzione, offriva gratuitamente un servizio di tattoo a Parigi per rimediare all’errore e un mese gratuito di utilizzo della propria app, per evitare di commettere un nuovo sbaglio.

Esempi di tatuaggi che sono stati sottoposti e che hanno vinto il servizio offerto sono: «born too lose» invece di «born to lose» e «odio le belle ragazze» al posto di «amore e odio» in cinese.

Una campagna geniale, che incentiva l’utilizzo degli hashtag, in linea con il tone of voice dell’azienda, e che si è ben meritata l’argento al festival internazionale della creatività Cannes Lions.

Elena Tolot