THE UNSAID: UNA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE CONTRO LA GUIDA SOTTO STUPEFACENTI

In Nuova Zelanda, la guida sotto effetto di droghe miete più vittime e causa più incidenti rispetto alla guida in stato di ebrezza, secondo i dati raccolti. Tuttavia, è emerso che le persone non ne sono consapevoli. Infatti, la maggior parte dei neozelandesi non ha consapevolezza della diffusione della guida sotto effetto di droghe, perché le famiglie spesso si vergognano e non condividono la propria storia. Proprio per questo motivo, è stata realizzata una campagna chiamata The Unsaid, che si pone l’obiettivo di dimostrare l’esistenza di questa problematica con dati reali e nel modo più concreto possibile.

La campagna si sviluppa a partire da un video di una ragazza neozelandese, Ashleigh, che ha deciso di non rimanere in silenzio e di raccontare la sua storia legata alla guida sotto stupefacenti. Nel video, la ragazza mostra dei cartelli in cui racconta l’episodio che vede suo cugino come protagonista, morto in un incidente stradale per colpa delle droghe. Il racconto si conclude con un appello: Ashleigh invita le altre persone che hanno vissuto un’esperienza simile a condividerla, contattandola su Instagram o Facebook.

The Unsaid è in realtà una campagna alquanto particolare, in quanto non viene trasmessa regolarmente, ma solo quando si verifica una morte per guida sotto stupefacenti. La campagna, infatti, si basa interamente sulle storie condivise sui social da chi ha perduto una persona cara in uno di questi incidenti. In ogni video troviamo Ashleigh con i soliti cartelli, che ogni volta raccontano una storia diversa. Quello che hanno in comune queste storie è che parlano di una vittima di incidente stradale dovuto alle droghe. Si parla di fratelli, madri, figli e primi amori che qualcuno ha perduto a causa degli stupefacenti. Come si può vedere visitando il sito dell’agenzia che ha sviluppato la campagna, Clemenger BBDO Wellington, sono stati ricevuti più di 250 messaggi in sole sei settimane e ogni storia viene condivisa sui social e in TV il giorno in cui viene ricevuta. L’obiettivo è quello di dare prova del numero elevato di morti dovuti a questa problematica, per sensibilizzare e rendere i neozelandesi consapevoli di questa situazione. Ogni volta che si vede Ashleigh in TV o sui social, infatti, si sa automaticamente che c’è stata un’altra vittima. La campagna ha quindi raggiunto lo scopo di diffondere una maggiore consapevolezza. Infatti, come afferma il video della campagna, si è registrato un calo dello scetticismo verso questo problema dal 64% al 14%.

In conclusione, The Unsaid è un ottimo, seppur triste, esempio di campagna in real-time, che sfrutta interamente i contributi degli utenti per realizzarsi. È proprio da ciò che deriva la forza di questa iniziativa: se queste storie non fossero esistite, la campagna non si sarebbe mai realizzata e si sarebbe conclusa con il primo video di Ashleigh.

Elisa Cattozzi