ALITALIA: UN REBRANDING AL VOLO

Nel lontano 5 maggio 1947, Alitalia fece decollare il primo volo nazionale con tratta Torino – Roma; due mesi più tardi fu effettuato il primo volo internazionale da Roma a Oslo.

A partire dagli anni Novanta, però, la società cominciò a mostrare i primi segni di cedimento, non essendo in grado di cogliere le nuove sfide di un mondo sempre più innovativo e all’avanguardia. Nonostante il grande sentimento di affezione che lega da sempre il popolo italiano a questa azienda, il mercato degli aeromobili si è evoluto nel tempo e si è aperto a nuovi concorrenti, in particolar modo alle compagnie low cost.

Sebbene i tentativi di risanamento siano stati molteplici, nessuno di questi è mai riuscito davvero nel suo intento. Pertanto, in seguito all’acquisto del marchio da parte di ITA S.p.A., lo scorso anno è nata ITA Airways, società pubblica di proprietà del Ministero dell’Economia e delle Finanze. La cifra che si cela dietro questa acquisizione è di “soli” 90 milioni di euro: nulla in confronto ai milioni spesi nel corso dei decenni nel tentativo di salvare Alitalia, sempre senza alcun successo. Difatti, la gestione aziendale precedente si è rivelata essere fallimentare e ha messo in luce delle pecche notevoli.

Visitando la homepage del sito web di Alitalia si legge che “Alitalia ha cessato le attività di volo” e vi è la possibilità di ricevere il rimborso di eventuali biglietti acquistati in precedenza o di ottenere dei voucher spendibili per futuri viaggi. Nel sito di ITA Airways, invece, viene subito detto che il cambio volo è gratuito (probabilmente per incoraggiare anche i consumatori più scettici a mettere alla prova il nuovo servizio). La sezione “Chi siamo”, inoltre, mette in chiaro il proprio obiettivo, ovvero quello di “creare un vettore aereo efficiente, innovativo, che diventi un punto di riferimento”. 

Dunque, al fine di distaccarsi il più possibile dalla direzione precedente, ITA Airways ha messo in atto un’operazione volta a valorizzare e dare rilevanza al nuovo brand. Le keywords alla base di questo rebranding sono: flessibilità, futuro e sostenibilità. Non si tratta dunque della nascita di una nuova compagnia di bandiera, ma di un vero e proprio rebranding che rompe ogni collegamento con il passato e che mostra un occhio di riguardo verso uno dei temi sociali più ricorrenti al giorno d’oggi, ovvero l’impatto ambientale. Il sito afferma infatti che la compagnia si doterà di una flotta environmental-friendly e utilizzerà carburanti sostenibili poiché “la tutela dell’ambiente non può più aspettare ed è il momento di passare dalle parole ai fatti”. 

Il colore scelto per i nuovi aerei nazionali è l’azzurro. Potrebbe sembrare una scelta banale (e forse lo è) dal momento che richiama prontamente alla mente di ogni italiano un altro brand, ovvero la Barilla, che incarna appieno il senso di identità nazionale. Il blu – e tutte le sue declinazioni – è spesso usato nel marketing perché capace di comunicare tranquillità, sicurezza, stabilità. Esso suscita nei consumatori un sentimento di fiducia e di lealtà nei confronti del prodotto o servizio offertogli. Ma non solo: è anche simbolo di unità, coesione e orgoglio per la propria patria.

La nuova compagnia aerea di bandiera è nata dunque per superare i problemi e la lunga crisi che hanno colpito Alitalia per più di vent’anni, ma il destino a cui andrà incontro potrebbe rivelarsi molto complesso, poiché ITA si troverà a dover fare i conti con la reputazione ormai danneggiata della vecchia società.

Rebecca Corcelli