WARNERMEDIA PIANIFICA LA MODALITA’ DAY-AND-DATE E SCOPPIA LA POLEMICA: A RISCHIO L’ESPERIENZA CINEMATOGRAFICA IN SALA?

La pandemia Covid-19 ha colpito considerevolmente molti settori dell’economia, tra i quali anche il mondo dell’entertainment. Dalla produzione all’esercizio, tutte le fasi della filiera cinematografica sono state duramente colpite, e tutti siamo rimasti colpiti dall’immagine di migliaia di sale cinematografiche chiuse in tutto il mondo. Tuttavia, non si può dire che la causa scatenante della crisi degli esercenti sia da attribuire alla sola pandemia, per quanto questa abbia certamente accelerato il passaggio dalla sala al digitale. Da anni, infatti, tutti guardano alle piattaforme streaming come una valida alternativa per rimpiazzare le sale e per soddisfare le esigenze del grande pubblico, sempre più attratto dallo streaming e da una fruizione “comoda” da casa. A dar valore all’home entertainment, infatti, hanno contribuito anche gli stessi spettatori, arricchendosi di dispositivi più o meno costosi che simulassero l’esperienza cinematografica direttamente dal proprio divano.

Certo non si può dire che alcune major hollywoodiane non abbiano continuato a credere nella modalità theatrical – è innegabile che l’uscita di Tenet nei cinema, lo scorso agosto, ci abbia fatto ben sperare sulle possibilità che i cinema potessero sopravvivere alla pandemia e all’avvento del digitale insieme. Eppure, ad oggi, non si può dire lo stesso.

Infatti, poche settimane fa è stata annunciata l’intenzione di WarnerMedia di distribuire i suoi 17 film in uscita il prossimo anno sia al cinema che in contemporanea in streaming sulla sua piattaforma HBO Max. Si tratta della modalità day-and-date, che prevede l’annullamento dell’attesa prevista tra la distribuzione in sala e quella in altri formati, come il digitale o il blu-ray. Tra i film in questione ci sono l’attesissimo Dune, che sarebbe dovuto uscire a fine 2020, Matrix 4, Godzilla vs. Kong, Wonder Woman 1984 e molti altri ancora.

Benché lo scorso settembre la Disney ci abbia preparati all’idea dello streaming con l’uscita di Mulan solo su Disney+, questa decisione è stata comunque una vera doccia fredda per molti lavoratori del settore.

Intanto, pare che voci di corridoio sostengano che la Legendary Pictures – che ha co-finanziato molti film con la Warner Bros., tra cui proprio Dune e Godzilla vs. Kong –, sia stata informata di questa nuova modalità distributiva solo mezz’ora prima che la notizia fosse resa pubblica.

Secondo quanto scritto da Variety, la Legendary potrebbe citare a giudizio la Warner Bros., che si troverebbe davanti a due possibilità: risarcire la co-produzione di tutti i costi spesi per i due film, oppure distribuirli solo al cinema, come era previsto (il che metterebbe a rischio i rapporti con le altre case di produzione degli altri quindici film, che potrebbero chiedere lo stesso trattamento).

Comunque, ad oggi, nessuna azione legale è stata ancora sollevata. Mentre si attende la risposta della Legendary, il regista di Dune Denis Villeneuve ha fatto le seguenti dichiarazioni: «I servizi di streaming sono una aggiunta positiva all’ecosistema di cinema e TV, ma [non possono produrre] film di dimensioni e obiettivi come Dune», sia il sonoro che le immagini del film, infatti, sono stati assemblati appositamente per i cinema. Poi continua: «Dune non avrà nemmeno la chance di compiere una performance economica soddisfacente e alla fine trionferà la pirateria. Warner Bros. potrebbe aver appena ucciso il franchise di Dune».

Dopo aver mostrato vicinanza a tutti gli altri sedici registi, ha poi sollevato delle accuse pesanti nei confronti di AT&T, il gigante del settore delle telecomunicazioni, di cui WarnerMedia fa parte: «Con questa decisione AT&T ha appena dirottato uno dei più importanti studios cinematografici della storia. Non c’è assolutamente traccia dell’amore per il cinema né per il pubblico».

Anche Christopher Nolan, regista della trilogia de Il cavaliere oscuro, di Inception e Interstellar (anch’essi in co-produzione tra Warner e Legendary), ha mostrato il suo disappunto per questa decisione. «Per quanto riguarda la strategia di tutto il prossimo anno, non so perché qualcuno debba fare previsioni fino a dicembre 2021 su ciò che dovrebbe o non dovrebbe fare con la propria attività».

In tutto ciò, Ann Sarnoff, presidente e amministratrice delegata di WarnerMedia Studios Networks Group, ha riferito che: «Sappiamo che i nuovi film sono la linfa vitale dei cinema, ma dobbiamo anche considerare che nel 2021 la maggior parte dei cinema americani saranno aperti in modo ridotto».

Staremo a vedere cosa succederà nelle prossime settimane, fermo restando che difficilmente la modalità streaming potrà simulare l’esperienza complessiva (e complessa) che offre la sala cinematografica.

Alessia Sabrina Natalino