SOUND BRANDING: LA PERFETTA SIMBIOSI TRA MARCHIO E SUONO

Ognuno di noi è quotidianamente circondato da suoni, indipendentemente dalla nostra consapevolezza: la musica e le sonorità raggiungono chiunque anche in assenza della propria volontà. È grazie a questo suo potere che il suono si sta facendo sempre più spazio all’interno del marketing in differenti modalità: una di queste è il sound branding

Il sound branding, anche denominato marchio sonoro, è un processo che consiste nell’utilizzo di musiche e suoni al fine di garantire l’identificazione e la memorizzazione di un brand, dei suoi prodotti e servizi. Tale forma comunicativa viene impiegata come estensione del visual branding, ossia l’aspetto visuale, che garantisce un’associazione immediata al marchio attraverso loghi, scritte ed immagini. Il marchio sonoro, in misura sempre maggiore, sta diventando uno strumento atto a trasmettere un messaggio, a connettersi con i consumatori e ad aumentare la brand reputation.

Ma come nasce il sound branding? La sua origine risiede nella capacità della musica, e più in generale dei suoni, di attrarre l’attenzione e di riuscire a coinvolgere le persone. Inoltre, la musica è in grado di stimolare ricordi ed emozioni, di influenzare l’umore e di rafforzare le associazioni tra un brano musicale ed una situazione, un evento, un prodotto o un servizio. La musica, per tutti questi motivi, rappresenta un linguaggio universale e uno strumento comunicativo dal potenziale immenso. Negli ultimi anni il settore del marketing ha percepito quanto il suono e i suoi molteplici utilizzi possano rappresentare un beneficio per le aziende, dunque l’impiego della musica sta diventando sempre più centrale all’interno di ogni strategia di business

Un esempio emblematico di sound branding è quello di Visa, che grazie al lavoro di una squadra di neuroscienziati ha ideato ed elaborato il suono della transazione. L’obiettivo primario era quello di creare una sonorità capace di dare sicurezza agli utenti: lo scopo è stato raggiunto, tanto che ben l’81% dei consumatori ha dichiarato che, nel momento del pagamento, si sente più sicuro dopo aver sentito tale suono, vivendo così la shopping experience in maniera più positiva.  

Altro caso esemplare è quello di Coca Cola, che sfrutta il potere delle sonorità ricorrendo a un susseguirsi di suoni naturali tipici del momento in cui si gusta la bibita: dall’apertura della bottiglia, al frizzare delle bollicine, alla sensazione di appagamento, fino al conclusivo e iconico slogan «Taste the feeling», che crea un’associazione inconscia ed immediata con il marchio

Alcuni dei suoni più riconoscibili e capaci di suscitare un istantaneo legame con il marchio sono riconducibili all’industria del cinema: tra i tanti, quello di 20th Century Fox è inconfondibile. Ogni film firmato dallo studio cinematografico statunitense è introdotto da un imponente suono di orchestra che ha la capacità di creare l’atmosfera giusta per immergersi totalmente nella pellicola che si sta per vedere. 

La tecnica del sound branding diventa dunque una parte essenziale della comunicazione di un marchio: infatti, un suono associato ad un brand ha la capacità di favorire la memorizzazione, l’associazione e il ricordo del marchio stesso. La musica, inoltre, ha la caratteristica di riuscire ad attivare le emozioni in maniera più rapida e immediata rispetto a quello che potrebbe fare un’immagine o una scritta. Infine, le sonorità sono in grado di catturare l’attenzione, emergendo in mezzo ad un’estesa quantità di informazioni.

L’uso strategico di elementi musicali può indubbiamente giocare a favore di un marchio: bastano solo 0,146 secondi per reagire ad un suono, quindi perché non sfruttare un’opportunità così grande?

Claudia Campanale