“FERRO”: IL RACCONTO DALLA ROVINA ALLA RINASCITA DI TIZIANO FERRO

Dopo mesi di attesa, è uscito il 6 novembre in esclusiva su Prime Video “Ferro”, documentario che racconta una storia di rinascita, interamente dedicato alla vita personale e professionale di Tiziano Ferro.

Chiunque conosce Tiziano Ferro, ma forse non tutti avrebbero potuto immaginare che dietro la vita apparentemente perfetta di un artista così amato si nascondesse un lato tanto fragile e un’esistenza a tratti molto difficile. Se ti aspetti di cantare a squarciagola per un’ora e mezza sulle note di “Rosso relativo”, “Sere nere” e “Non me lo so spiegare”, sappi che non sarà così. Le sue canzoni sono certamente presenti, ma non sono altro che la colonna sonora di una storia di rinascita, coraggio e forza di volontà, narrata mediante un racconto costruito attraverso interviste, video tratti dai concerti e segmenti di vita quotidiana.

Il documentario si apre a Los Angeles, in una sala in cui si sta svolgendo una riunione di supporto per alcolisti: tra questi anche il volto di Tiziano Ferro. «La verità mi ha sempre curato. Finalmente ho trovato il modo di dirlo, che è questa storia, questo film». Parte da qui un viaggio che ripercorre gli episodi fondamentali della sua vita personale e della sua carriera da cantante di fama italiana e internazionale. 

Un’adolescenza in cui non si sentiva accettato a causa del suo aspetto fisico, il bullismo subito e l’incapacità di difendersi dalle cattiverie della gente hanno fatto vivere a Tiziano anni di frustrazione. «Poi però ho cantato per la prima volta e il mondo è cambiato», dice: la scoperta della musica un po’ l’ha salvato, dandogli una finestra verso la quale urlare, per esprimersi in un mondo nel quale non si riconosceva. Il primo contratto che firma a soli 17 anni non gli fa raggiungere i risultati sperati. Le sue canzoni erano considerate straordinarie, ma il successo tardava ad arrivare ed il motivo era uno solo: il suo peso eccessivo. Inizia così un periodo di dimagrimento forzato e la cosa più assurda è che, a questo punto, gli viene proposta l’uscita del suo primo singolo. Arriva finalmente il successo, ma questo non è riuscito a migliorare la sua perenne sensazione di totale sconnessione da tutto quello che stava succedendo attorno a sé: viveva in un corpo che non sentiva suo e portava con sé il segreto della sua omosessualità. Il successivo coming out è quella verità che lo rende libero, ma nel frattempo nella sua vita si inserisce un altro ostacolo, l’alcol, che era per lui un antidoto che gli dava la forza di non pensare al dolore e di reprimere ogni ansia e insicurezza. 

Ma come dichiara Tiziano stesso in una sua canzone “Il sole esiste per tutti”, ed ecco che il buio si trasforma finalmente in luce. La narrazione si sposta a Los Angeles, città in cui il cantautore risiede ormai da anni. Qui vive una vita felice, è una persona comune e non un personaggio famoso e ha trovato l’amore di Victor, con il quale si è recentemente sposato.

Nel corso del documentario ricorre costantemente il ricordo delle battaglie che Ferro ha dovuto combattere: un percorso di vita sofferto che l’ha portato oggi a vivere una vita ricca di gratificazioni personali e di continui successi professionali. Tra questi viene ricordata e raccontata la sua partecipazione come ospite d’onore per tutte e cinque le serate del Festival di Sanremo 2020.

«Era tutta una rovina, ma evidentemente bisogna demolire prima della ricostruzione, no? Esiste un lieto fine, basta volerlo»: così si conclude il documentario di Tiziano Ferro, un viaggio profondo e intenso che offre molti spunti di riflessione per i più fedeli fan del cantautore ma non solo.

Claudia Campanale