ROMA: UN SUCCESSO SENZA TEMPO

Il regista messicano Alfonso Cuarón è riuscito con un film in bianco e nero e girato interamente in lingua originale come Roma a conquistare il pubblico e diversi premi di rilevanza internazionale, ma a cosa si deve il suo successo?

Già noto per film come Gravity e Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, l’autore si cimentò nel 2018 nella realizzazione di un film di stampo autobiografico ambientato nella sua città natale, Città del Messico. Roma, cui titolo riprende il nome del quartiere in cui si svolge maggior parte della narrazione Colonia Roma, racconta le vicende di una famiglia benestante durante gli anni 70 attraverso il punto di vista della giovane domestica Cleo. La vita della ragazza è scandita dalla quotidianità della famiglia di cui si occupa e il poco tempo libero lo passa in compagnia di un ragazzo finché non viene travolta da un evento inaspettato.

Tema che emerge dall’intreccio è innanzitutto la differenza tra le classi sociali, cui luoghi sono ben riconoscibili, ma anche la loro interazione e il rapporto ambivalente che la domestica assume all’interno del nucleo familiare. Altri aspetti trattati sono la presenza di diverse etnie, come quella precolombiana mixteca di cui Cleo fa parte, e gli sviluppi storici del paese che fanno da sfondo.

Molti ci videro per questi motivi un film politico, soprattutto per via della presidenza di Donald Trump (e le sue posizioni sull’immigrazione), ma non era nelle intenzioni del regista. Cuarón ammise comunque che il riscontro positivo che stava ricevendo il lungometraggio poteva essere indice di “ferite collettive” che condividiamo in quanto esseri umani. La questione etnica o di classe si adatta infatti molto bene anche ad altri contesti, come quello degli Stati Uniti ad esempio.

La scelta stilistica dell’utilizzo del bianco e nero è stata frutto dell’intenzione di voler sottolineare che si trattasse di un film di ricordi mentre la decisione di non ricorrere al doppiaggio in altre lingue, nonché il taglio di alcune inquadrature, hanno permesso ai critici di fare un parallelismo con i film neorealisti.

Il film, prodotto da Netflix, è riuscito ad avere un’ampia cassa di risonanza proprio grazie alla piattaforma. Uscì prima nelle sale e una decina di giorni dopo online, molti giornali dissero per questo che “cambiò le regole del gioco” in fatto di distribuzione cinematografica e i pareri discordanti furono diversi. Cuarón nonostante tutto sottolineò la capacità di Netflix di aiutare la diversità presente nel cinema e quindi anche film come il suo.

La co-presenza di elementi appartenenti al passato e aspetti innovativi hanno fatto sì che il film diventasse un caso peculiare per il settore cinematografico ma è stato in grado di raggiungere un vasto pubblico grazie soprattutto ai silenzi e ai sentimenti che si legano alla protagonista, nonché alla contemplazione della memoria che suscitano. Roma è il ricordo di un passato, personale e collettivo.

Chiara Monselice